Piacenza, una storia per volta

Piacenza, una storia per volta

Massarenti, il geniale perforatore di pozzi

Il cavaliere del lavoro James Massarenti, scomparso nel 1955, rese Piacenza la “capitale” della escavazione per pozzi idrici e petroliferi. La sua personalità, l’attività di eccezionale rango pioneristico da lui svolta, costituiscono un capitolo di primaria entità nella storia dell’industria piacentina

Ci pensavo già da un po’ di tempo: dedicare qualche articolo ai grandi, lungimiranti, coraggiosi, sognatori (e un po’ visionari) industriali che nei primi del ‘900 hanno contribuito in modo determinante a far crescere Piacenza in campo economico. Poi nei giorni scorsi, dovendo partecipare in veste di cronista, ad una cerimonia che si è svolta presso l’Isii “Marconi”, l’idea solo prospettata, è divenuta impellente e così procederemo nel nostro blog per qualche puntata ad occuparci di questo argomento. Presso l’Istituto Industriale è “andata in onda” la 2° edizione dell’incontro “Il futuro è qui”, meeting nel quale sette aziende leader del territorio piacentino proiettate verso il futuro per scelte strategiche e tecnologia, si presentavano agli studenti della scuola. Dove? Nell’aula magna affrescata da Luciano Ricchetti e dedicata al preside, l'ingegner Gaetano Modonesi, che già a metà degli anni ’50, promosse stretti rapporti con il mondo del lavoro ed in particolare con la perforazione, di cui Piacenza era un centro tecnico di eccellenza.

Giocoforza dunque iniziare con il cavaliere del lavoro James Massarenti, scomparso nel 1955, che rese Piacenza la “capitale” della escavazione per pozzi idrici e petroliferi. La sua personalità, l’attività di eccezionale rango pioneristico da lui svolta, costituiscono un capitolo di primaria entità nella storia dell’industria piacentina e, sotto certi riguardi, nazionale, rispetto alle conquiste derivate dalla prima “rivoluzione tecnologica” i cui effetti positivi coinvolsero, com’è noto, i più svariati settori produttivi, segnando così la fase di passaggio dalle precedenti strutture di tipo artigianale, a quelle più evolute sul piano industriale.

 
Piacenza, una storia per volta

" Ho dedicato, anni fa, lunghi periodi di studio e di lavoro, per fissare sulla carta la Piacenza popolaresca delle vecchie borgate. Mesi e mesi chiuso in biblioteca ed altri nelle osterie, in circoli ed associazioni, per farmi narrare dagli anziani personaggi ed avvenimenti di un mondo già svanito. Nei loro racconti tutta la ritrosia, quasi pudicizia, nel parlare di una società reietta, di estrema povertà, di uomini duri, quasi scolpiti nella roccia che il tempo inclemente aveva sgretolato, ma di cui permaneva ancora il ricordo, nel loro cuore. Oggi, di fronte alla proposta di raccontare di questa Piacenza completamente svanita nell'oblio del tempo, sono stato inizialmente restio, perché mi rendo conto, passeggiando nelle vie, che nulla è rimasto, se non i fantasmi dei ricordi trasmessi o appena afferrati, nella mia fanciullezza, mentre già stavano svanendo. Ma poi ho riflettuto ricordando il giorno in cui ho condotto mio figlio in giro per quelle vecchie borgate, ritrovando il gusto di consegnargli il ricordo (se lo accetterà) di una realtà che non trovavo giusto svanisse completamente; soprattutto quei valori di probità e solidarietà in cui credeva questa gente rude e resa aspra dalla vita. Così, con nuovi e diversi strumenti di comunicazione, on line, proverò a raccontare di nuovo Piacenza com'era una volta, il suo vero humus popolare. Ma so già che mi rimarrà di tutto questo, inevitabilmente, parafrasando il poeta… ""la rimembranza acerba!"" "

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti

Torna su
IlPiacenza è in caricamento