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Aifa approva la sperimentazione clinica del farmaco giapponese "Avigan"

Studi anche sulla validità della clorochina

AIFA, (Agenzia Italiana del Farmaco), ha confermato che non esistono ad oggi studi clinici pubblicati relativi alla efficacia e alla sicurezza del farmaco nel trattamento della Covid- 19.

Sono scarse le evidenze scientifiche sulla efficacia di Avigan, secondo molti esperti virologi, ma con il pressing delle Regioni italiane più colpite dalla epidemia, il Ministero della Salute decide l'avvio della sperimentazione del farmaco giapponese che potrà essere testato mediante un protocollo per valutare l'impatto  nelle fasi iniziali della malattia.

 Avigan (principio attivo Favipiravir) è stato approvato nel 2014 in Giappone come anti-influenzale, ma per gli effetti collaterali che presenta, non viene più somministrato, se non eccezionalmente su ceppi virali per i quali non esistono altri farmaci efficaci ed  essendo teratogeno, deve essere evitato nelle donne in stato di gravidanza. La Cina sta conducendo studi medici con 340 pazienti coinvolti e i risultati sarebbero incoraggianti. Stando alle ultime informazioni diffuse, pare che ora il farmaco verrà prodotto in Cina, con licenza giapponese.

Il Favipiravir (commercializzato come Avigan o Favilavir) è un antivirale che possiede attività diretta contro molti virus a RNA e si ritiene che il meccanismo d'azione sia correlato alla inibizione selettiva dell'RNA polimerasi - RNA dipendente virale; chimicamente è 6 - fluoro -3 - idrossi - 2 - pirazinecarbossammide.

"Avigan - ha spiegato l'Azienda produttrice del farmaco Fujifilm Toyama Chemical - è attualmente somministrato a pazienti affetti dalla Covid - 19, in Giappone, ai fini di uno studio di osservazione condotto da istituzioni mediche che cooperano con i team istituiti dal Centro Nazionale per la Salute e la Medicina globale  (National Center for Global Health and Medicine of Japan).

Il Ministro della Salute, Roberto Speranza ha comunicato che nella riunione del 23 marzo il Comitato Tecnico Scientifico, dopo una prima analisi sui dati disponibili relativi ad Avigan, sta sviluppando un programma di sperimentazione e ricerca in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Piemonte, e i protocolli saranno resi operativi, come già avvenuto per le altre sperimentazioni in corso. La Commissione, sulla base di preliminari e limitate evidenze di attività del medicinale Favipiravir nella malattia Covid - 19 è impegnata nella valutazione di un programma di sperimentazione clinica per verificare efficacia e sicurezza di questo trattamento.

STUDI SUGLI EFFETTI DELLA CLOROCHINA NELLA COVID -19

In Francia, si stanno studiando anche gli effetti dell'idrossiclorochina e nei giorni scorsi, l'Istituto ospedaliero universitario Mèditerranèe Infection di Marsiglia, ha fatto sapere di aver trattato 24 pazienti  affetti da coronavirus Sars- CoV - 2 con la clorochina, una molecola usata contro la malaria, ed il 75% di essi, dopo sei giorni, aveva una carica virale negativa. Questo farmaco, utilizzato insieme all'antibiotico azitromicina (appartenente alla famiglia dei macrolidi), avrebbe portato alla guarigione, ma per gli studiosi, ci sono ancora problemi di interazione farmacologica ed effetti collaterali, anche se esisterebbe la tendenza al suo utilizzo nel trattamento delle infezioni virali.

Il professor Roberto Cauda, Ordinario di Malattie Infettive presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore che nel 2003 pubblicò uno studio su "Lancet " sull'efficacia della clorochina nella Sars, precisa che: "I cinesi hanno esaminato in vitro una azione antivirale aspecifica di questa molecola che riduce la replicazione virale e avevano ipotizzato che potenziasse il sistema immunitario, come abbiamo visto con la Sars. Lo studio francese - ha proseguito il professor Cauda - anche su piccoli numeri, contiene degli elementi interessanti. Conferma le intuizioni cinesi sul funzionamento aspecifico e ipotizza che l'azitromicina potenzi l'idrossiclorochina nella sua azione antivirale aspecifica, accelerando la guarigione e diminuendo la contagiosità.

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Teniamo conto - conclude il professore - che non esiste ancora un farmaco specifico, eccetto l'anticorpo monoclonale individuato dalla Università di Utrecht (Olanda), capace di riconoscere la proteina che il virus utilizza per aggredire le cellule respiratorie umane, ma non è ancora stato testato, nè disponibile".

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Spazio di divulgazione medico-scientifica intesa ad approfondire temi generali che riguardano la salute e gli eventi collegati. Si tratta di articoli di natura medica, affrontati però con un taglio divulgativo accessibile ai non esperti, che non possono in alcun modo sostituirsi a valutazioni o a diagnosi mediche.

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Commenti (2)

  • considerando che le evidenze scientifiche sulla efficacia di Avigan sono scarse, mi sembra sconveniente che il Ministero della Salute, anche se sottoposto al forte pressing delle Regioni italiane, decida l'avvio della sperimentazione del farmaco giapponese. Mi sembra molto rischioso, e anche scorretto, derogare a delle procedure consolidate solamente allo scopo di non scontentare le Regioni. Se poi alla fine risulterà che le cose sono andate bene, saranno tutti contenti, ma se le cose dovessero risultare poi negative la responsabilità sarà solo di chi ha derogato, perché del pressing se ne saranno dimenticati tutti. In certe situazioni sarebbe bene che ognuno agisse con freddezza e nel modo più responsabile possibile, perché altrimenti si rischia di combinare solo dei pasticci

  • Purtroppo i tempi dell'epidemia e della sperimentazione del farmaco sono molto diversi.

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