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I calcoli della colecisti: come si formano, diagnosi e trattamento

La patologia si verifica in circa il 15% dei soggetti dopo i 40 anni, con familiarità, ipercolesterolemia, obesità e diabete

La calcolosi della colecisti è una delle patologie più frequenti in tutto il mondo, molto diffusa in Italia, si verifica in circa il 15% delle persone dopo i 40 anni. Questa alta incidenza è anche la conseguenza dell'aumentato consumo di grassi animali nella dieta che sono una delle principali cause della formazione dei calcoli. I calcoli contenenti colesterolo costituiscono l'80%, sono spesso multipli, possono essere numerosi, a superficie liscia, di colorito giallastro o verde e di consistenza pastoso dura. Nei calcoli misti, la presenza di pigmenti e di sali di calcio aumenta la consistenza e sono di forma sferica od ovalari.  I calcoli pigmentari sono di solito numerosi, rotondeggianti, costituiti da sali biliari e bilirubina, sono più frequenti negli anziani e nelle malattie croniche avanzate del fegato. Le dimensioni dei calcoli variano dai 2-3 mm ai 2-3 cm di diametro.

SOGGETTI A RISCHIO

 - nella familiarità

- tutti gli ipercolesterolemici

- i diabetici, si verifica un aumento di trigliceridi che aumentano il rischio

- donne multipare (nella gravidanza la bile diventa più litogenica a causa dell'aumento degli estrogeni e quindi della secrezione di colesterolo)

- per l'assunzione di contraccettivi orali

- nell'adiposità patologica

- nei soggetti sottoposti a interventi chirurgici di ampie resezioni ileali

- nei portatori di anemia emolitica

- nei pazienti affetti da cirrosi  epatica alcoolica.

LA COLICA BILIARE

In un numero frequente di casi, la colelitiasi è clinicamente silente ed il suo riscontro avviene in seguito  alla esecuzione di una ecografia addominale occasionale.

Nei pazienti sintomatici, la presenza di calcoli nella colecisti è caratterizzata dalla comparsa di forte dolore di tipo spastico nel quadrante superiore destro dell'addome (ipocondrio destro), raramente anche in epigastrio che insorge spesso di notte, circa una o due ore dopo i pasti, specie se ricchi di grassi o le uova, aumenta progressivamente e può irradiarsi alla spalla ed alla scapola destra. Al dolore, si può associare nausea e vomito.

La colica cessa, quando il rilasciamento della tonaca muscolare colecistica permette al calcolo di ricadere verso il fondo della colecisti e quindi liberare l'orifizio del dotto cistico al transito biliare.

In qualche caso il dolore biliare può essere scatenato dall’esposizione al freddo o a un’intensa emozione quale collera o paura.

All'esame obiettivo, la palpazione in ipocondrio destro provoca riacutizzazione del dolore (manovra di Murphy).

DIAGNOSI

La conferma diagnostica può essere ottenuta con l'ecografia, mentre l'esame radiologico dell'addome, senza mezzo di contrasto potrà essere utile per mettere in evidenza calcoli con alto contenuto di calcio e quindi radio opachi.

La calcolosi colecistica può dar luogo a diverse complicazioni derivanti dalla posizione dei calcoli:

- incuneamento nel dotto cistico

- migrazione nel coledoco (con comparsa di ittero ostruttivo, pancreatite acuta)

- migrazione enterica (con  ileo biliare)

- sovrapposizione batterica (colecistite acuta, ascesso-empiema della colecisti, ascesso epatico, colangite, fistola biliodigestiva), che si manifesta con dolore, febbre e brividi. Richiede il ricovero ospedaliero con una terapia antidolorifica ed antibiotica; in alcuni casi può essere necessario un intervento chirurgico d'urgenza.

TRATTAMENTO

Nella calcolosi asintomatica, non è richiesto alcun trattamento.

Nella calcolosi sintomatica si può attuare un trattamento medico con:

- Antidolorifici e rilassanti per la colecisti

- Acido  ursodesossicolico, e chenodesossicolico (tendono a sciogliere i calcoli con diametro massimo di 15 mm e trasparenti). In circa il 40% dei pazienti con calcoli piccoli di colesterolo e colecisti normofunzionante è possibile ottenere la dissoluzione dei calcoli, ma il trattamento deve essere protratto per un lungo periodo.

TERAPIA CHIRURGICA

La terapia chirurgica che è ancora oggi, quella di elezione, consiste nella colecistectomia, cioè l'asportazione della colecisti che deve comprendere il dotto  cistico fino al suo sbocco nel dotto coledoco. L'intervento di colecistectomia può essere praticato con tecnica laparotomica tradizionale (invasiva) e con tecnica videolaparoscopica (mini invasiva), procedura efficace con bassa percentuale di complicanze  post- operatorie.

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Spazio di divulgazione medico-scientifica intesa ad approfondire temi generali che riguardano la salute e gli eventi collegati. Si tratta di articoli di natura medica, affrontati però con un taglio divulgativo accessibile ai non esperti, che non possono in alcun modo sostituirsi a valutazioni o a diagnosi mediche.

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