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L’ormone melatonina, da antiossidante a regolatore di ritmi biologici tra i quali il ciclo sonno veglia

Scoperta nel 1958 dal medico statunitense Aaron B. Lerner, la melatonina, (N-acetyl - 5 - metossitriptamina) è un neuro-ormone prodotto dall'epifisi, una struttura compresa nella porzione epitalamica del diencefalo

Scoperta nel 1958 dal medico statunitense Aaron B. Lerner, la melatonina, (N-acetyl - 5 - metossitriptamina) è un neuro-ormone prodotto dall'epifisi, una struttura compresa nella porzione epitalamica del diencefalo. In natura, la melatonina è presente in quantità significative in numerosi alimenti: avena, orzo, mais, riso integrale, olio di oliva, cacao; in ortaggi, soprattutto: pomodori, cipolle, asparagi, cavolo; nella frutta, fra cui: arance, mele, prugne, ciliegie, noci, banane, ananas, uva, mandorle e nello zenzero. Il sistema fisiologico con il quale la melatonina viene secreta dall'organismo è legato al ritmo circadiano, cioè all'alternanza di luce e buio, potendo influenzare l'induzione e la regolazione del sonno e per questo, impiegata per alleviare i disturbi del "jet-lag" causati dal cambiamento di fuso orario e nei disordini da alterato ciclo sonno-veglia. I ritmi circadiani persistono, inalterati, quando l’individuo è posto in condizioni ambientali costanti e richiedono del tempo per adattarsi ad una nuova situazione dopo un viaggio trans-meridiano che attraversa i fusi orari. Il cambiamento di fuso orario, provoca la desincronizzazione di questi ritmi che manifestano un’inerzia ad adattarsi alle nuove alternanze di luce e di buio, creando la sindrome del “jet-lag”. E’ dimostrato che spostandosi verso Est (Oriente), è necessario molto più tempo per riadattarsi di quanto necessiti per spostarsi verso Ovest (Occidente), quindi, la resincronizzazione sarà più veloce dopo i voli verso ovest, di quelli verso est.

L'ormone, viene immesso nel circolo sanguigno seguendo il ritmo circadiano, cioè in quantità più basse di giorno e più alte di notte, con un picco massimo di secrezione tra la mezzanotte e le ore quattro del mattino, indipendentemente che la persona dorma o sia in stato di veglia. La produzione di melatonina notturna è accertato che è massima nell'età infantile, con un decremento progressivo intorno ai 40-50 anni, per scomparire quasi del tutto in età senile, circa ad 80 anni, mentre la concentrazione diurna risulta costante per tutta la vita.  Perciò, l'integrazione della melatonina è consigliata nel trattamento dell'insonnia tipica dei soggetti anziani, nei quali, può essere riferibile alla sua carenza. La melatonina, agendo principalmente a livello ipotalamico, dove viene localizzato l'orologio biologico, modula anche il ritmo di produzione degli ormoni ipofisari e delle ghiandole endocrine ad essa sottoposte. La somministrazione di melatonina, come integratore è indicata principalmente per regolare il ciclo sonno veglia: per combattere il jet lag; nelle persone costrette a turni di notte; per stabilire il ciclo sonno veglia nei soggetti non vedenti; per curare  l'insonnia, in genere; nella sindrome della fase del sonno ritardata (DSPS); nell'insonnia connessa alla sindrome  da deficit di attenzione e iperattività (ADHD).

Inoltre, la melatonina ha proprietà antiossidanti, è cioè, in grado di neutralizzare i radicali liberi, limitando il danno tissutale sulle strutture biologiche. I radicali liberi, o intermedi altamente reattivi, sono prodotti secondari che si formano durante moltissime reazioni biologiche ed hanno un ruolo fondamentale nei processi di invecchiamento dei tessuti dell'organismo e nella eziologia di molte malattie.

La assunzione di melatonina è considerata sicura e ben tollerata, tuttavia, occorrono determinate precauzioni nel suo utilizzo. Gli esperti consigliano di assumerla da 30 a 45 minuti prima di coricarsi e già a dosaggi molto bassi, da 0,1 a 0,3 mg risulta efficace; al dosaggio di 2 mg è considerata farmaco ed in Farmacia è richiesta la ricetta medica. Effetti collaterali potrebbero verificarsi con: cefalea, sonnolenza, vertigini, irritabilità, crampi allo stomaco ed è consigliabile evitare l'utilizzo di macchinari e strumenti pericolosi nelle ore successive alla sua assunzione.

E' sconsigliata durante la gravidanza e l'allattamento; assunzione con cautela nelle persone con: ipertensione, diabete, depressione ed epilessia. Da evitare in associazione alla fluvoxamina (antidepressivo), benzodiazepine, ansiolitici e sedativi, con il consumo di alcolici, in pazienti in terapia anticoagulante con Coumadin e l'ipotensivo nifedipina, nei pazienti affetti da insufficienza epatica, allergie croniche e malattie autoimmuni.

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Spazio di divulgazione medico-scientifica intesa ad approfondire temi generali che riguardano la salute e gli eventi collegati. Si tratta di articoli di natura medica, affrontati però con un taglio divulgativo accessibile ai non esperti, che non possono in alcun modo sostituirsi a valutazioni o a diagnosi mediche.

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