Esse come sicurezza

Esse come sicurezza

Anche la libertà di stampa è sicurezza per il Paese

Esistono una sicurezza reale e una percepita. A queste si aggiunge la sicurezza effetto placebo, quella che ti fa star bene ma che non ti cura ma, anzi, ti inganna. Ovvero: quella della visibilità tanto cara a chi, non essendo capace di essere o non potendo fare, preferisce apparire

Continua l’interesse sulla questione sicurezza a causa dell’ondata di reati consumati. Continuano purtroppo per i cittadini i vari interventi in quanto la situazione è sempre più grave. Ma cosa è la sicurezza? Cosa bisogna fare? Come ho sempre affermato esistono una sicurezza reale e una percepita, alle quali si aggiunge la sicurezza effetto placebo, quella che ti fa star bene ma che non ti cura ma, anzi, ti inganna. Ovvero: quella della visibilità tanto cara a chi, non essendo capace di essere o non potendo fare,  preferisce apparire. È vero che la pubblicità è l’anima del commercio, ma la sicurezza non è un commercio, anche se in certi casi lo sta diventando, per la gioia di chi la sicurezza la vende ai privati - con il pericolo che anche la sicurezza diventi una cosa da ricchi.  

La sicurezza è un servizio che lo Stato deve fornire al cittadino sempre più insicuro su ogni fronte. La sicurezza sta nelle riforme, nell’avere un coordinamento reale sulle cinque forze di polizia che devono necessariamente dipendere da un unico ministero (che, in un paese democratico, è quello degli Interni). Il che vuol dire: sicurezza ad ordinamento civile nel più ampio e democratico significato della parola. La sicurezza è avere un appartenente alle forze di polizia preparato, equipaggiato, che sappia fornire, attraverso la formazione e le specializzazione - e gli strumenti - risposte e anticipazioni alle esigenze del cittadino. Il quale deve sentirsi tutelato e al sicuro quando ha a che fare con una divisa che - va sottolineato in quanto le responsabilità a mio parere sono politiche - deve tutelare chiunque abbia in consegna per soccorso o arresto.

Ma in questo, anche attraverso una pessima retribuzione e scarsità di investimenti e riforme, lo Stato è carente. Oggi a un poliziotto si danno i principi fondamentali dell’ordinamento, ma poi nella strada è abbandonato a se stesso e in certi momenti deve, in pochi secondi, decidere cosa e come fare, in un sistema gestionale dove i suoi diritti sono quasi quotidianamente calpestati da una dirigenze incapace e a volte arrogante. Una dirigenza che, se sbagli, ti distrugge.  Del resto facciamo un solo esempio: ad un poliziotto della Polizia Stradale viene chiesto di controllare il trasporto di animali vivi, macellati, merci pericolose ecc… ma - udite udite - da tempo i corsi di formazione sono scarsi e il collega, per poter lavorare, deve comprarsi i codici e interpretare: alla faccia delle sicurezza (l’esempio si potrebbe fare in tanti settori).  

Un  cittadino ha bisogno del controllo del territorio - vero - ha bisogno di usufruire dei servizi statali e nel pieno rispetto della legge e dei diritti umani. Ha bisogno di poter far rispettare i propri diritti in ogni servizio ma, lo sappiamo, in questo Paese se sospetti un tumore e devi fare degli accertamenti, alla faccia della sicurezza, prenoti un esame che farai nell’aldilà. Ok che i credenti dicono che la vera vita è nell’aldilà, ma non esageriamo. La sicurezza è lavoro, è scuola, è sanità, è giustizia giusta… la sicurezza è poter stare sereni in casa propria, poter passeggiare tranquillamente, poter circolare con la propria auto serenamente; ma è anche poter  navigare su Internet o mandare i figli a scuola, ed essere sicuri che ottengano una formazione adeguata. Oppure andare al ristorante e sapere che le forze di polizia fanno il proprio dovere controllando che tutto quello che è servizio indispensabile, pagato personalmente e direttamente o attraverso le tasse statali, comunali, regionali ecc..  sia svolto nel miglior modo possibile; e che quando questi servizi non funzionano - statali e provati - i cittadini, attraverso la Legge, attraverso la Polizia, attraverso la magistratura possono avere giustizia giusta e, se è il caso, ottenere un risarcimento veloce su un danno subito.

Ma, oltre alle forze di polizia, anche la giustizia è in difficoltà e a volte non è giusta a causa di regole e leggi oramai obsolete;  così come il sistema carcerario è in collasso e primitivo, in quanto alla società non restituisce cittadini, ma criminali peggiori.

C’è la necessità che le cinque forze di Polizia siano riformate, che la giustizia sia riformata, che il sistema carcerario sia riformato, affinchè un cittadino si stenta, anzi sia, davvero sicuro in questo Paese dove l’insicurezza, anche di un governo, non è affatto sicura a causa di una politica incapace. Chi ci può aiutare è la stampa, è l’informazione giusta, corretta ma anche questa, come sappiamo, è in parte inquinata soprattutto quando vuole essere moderata. Deve essere giusta, vera! Nessuno si offenda: del resto, chi scrive, critica anche la polizia e i sindacati stessi, affinché le critiche possano muovere le coscienze di tutti, anche la mia. E lo faccio attraverso la stampa proprio per questo, per far sentire partecipi tutti attraverso la coscienza. 

Del resto, in questa Italia, il servizio migliore oggi è fornito da quelle trasmissioni o giornali che, non guardando in faccia nessuno, mandano in onda o scrivono servizi utili che, attraverso lo “sputtanamento” , hanno risolto molte questioni. Del resto, e concludo, fate caso a quello che sta succedendo in questi giorni: su una rivolta in parlamento si parla e si criticano i modi facendo leva sulla democrazia e sulle istituzioni: ma, per quanto riguarda uno schiaffo dato da un questore ad un parlamentare, la notizia si sta affossando. Pensate se a dare uno schiaffo fosse stato un questore della polizia di Stato, o anche un semplice poliziotto, che casino sarebbe successo. Avrebbero invocato l’impiccagione. Le istituzioni vanno rispettate, ma quando ad occuparle sono incapaci, che queste siano elettive o no, bisogna fornire un servizio vero nel rispetto della libertà di stampa che, ricordiamolo, è sacra ed è costata la vita di tante persone. Anche questo è sicurezza.

Esse come sicurezza

La sicurezza, i problemi e le questioni legate al ruolo che oggi la Polizia di Stato riveste nel nostro territorio e in tutto il Paese, commentate e approfondite dal Siap di Piacenza. Interviene direttamente Sandro Chiaravalloti, segretario provinciale e regionale, e membro del direttivo nazionale

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