Esse come sicurezza

Esse come sicurezza

Bene la riattivazione dei tutor in autostrada ma occorre rivedere alcuni limiti di velocità

Dopo il blocco dei Tutor in autostrada imposto dai Giudici, per problemi di brevetto, apprendiamo che, un nuovo sistema, da inizio luglio, un po' prima dei grandi esodi estivi, sarà attivo su 25-30 tratte considerate le più delicate e pericolose. Non voglio entrare nella questione giudiziaria, ma  della notizia ne sono estremamente felice. I sistemi di rilevazione della velocità media nei tratti autostradali, senza alcun dubbio, si sono rilevati strumenti efficaci che hanno inciso positivamente.

Infatti, nell’anno 1990 i morti sulle  tratte autostradali erano circa 750 mentre, con l’entrata in funzione dei tutor, sono scesi drasticamente a circa 270. Penso che, tra i tanti provvedimenti e strategie utilizzati per la sicurezza stradale, quello dei tutor, sia stato il più efficace e, per questo motivo, la loro riaccensione è ben accetta. Si spera che al più presto ogni tratta autostradale sia provvista dei sistemi di rilevamento della velocità media dei veicoli ben gestita dalla Polstrada con incisività e buon senso. Infatti, aldilà di quale sia la causa che innesca un incidente stradale, la causa di morte, è palesemente la velocità, ed è su questo fattore che bisogna lavorare in quanto, una manovra sbagliata, può capitare a chiunque di noi.

Si spera che per il futuro, visto che la tecnologia lo consentirebbe, attraverso la lettura della segnaletica stradale da parte del veicolo, un sistema elettronico imponga ai veicoli, attraverso i limitatori di velocità,  di non superare i limiti imposti dall’ente proprietario della strada che, comunque, vista la stessa tecnologia che ha migliorato le prestazioni delle auto anche sotto il profilo della sicurezza, andrebbero rivisti. Limiti che, infatti, sono imposti da quando le auto che circolavano non erano quelle di oggi. Inoltre,  dove vengono imposti  limiti di  10 chilometri all'ora o 40,  oltre ad apparire ridicoli, quelle imposizioni imbarazzanti appaiono non strumenti tesi a garantire la sicurezza stradale, ma strumenti di imposizioni difficilmente rispettate che possano giustificare la non messa in sicurezza di una strada. In sostanza, spesso, si sceglie la strada breve per garantire la sicurezza dell’ente proprietario e non dell’utente. 

Esse come sicurezza

La sicurezza, i problemi e le questioni legate al ruolo che oggi la Polizia di Stato riveste nel nostro territorio e in tutto il Paese, commentate e approfondite dal Siap di Piacenza. Interviene direttamente Sandro Chiaravalloti, segretario provinciale e regionale, e membro del direttivo nazionale

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