Esse come sicurezza

Esse come sicurezza

«La sicurezza non si fa con i sindaci sceriffi»

Leggo il comunicato stampa dell’amico consigliere regionale Rancan e, sinceramente, rimango da una parte sbalordito e dall’altra rincuorato nell’apprendere che finalmente, forse, si è compreso che la sicurezza del territorio deve necessariamente essere garantita, come diritto primario , dallo Stato Sovrano. Ovvero, dalle forze di polizia statali, in primis polizia di Stato e carabinieri, affinché in  ogni comune del Paese, il controllo del territorio deve essere garantito in egual misura ad ogni cittadino atteso che, se dovesse dipendere esclusivamente dai Comuni, quindi dai sindaci, si avrebbero disparità di trattamento in base alla ricchezza di ogni singolo comune, dell’interesse politico e, cosa più grave, atteso che nel nostro Paese l’infiltrazione mafiosa è onnipresente, potremmo avere sindaci mafiosi seduti nei tavoli dell’ordine e sicurezza pubblica con sempre più poteri.

Certo è che nella sicurezza partecipata i comuni devono fare la loro parte, ma negli anni, e non è cosa di oggi, grazie a scelte politiche che ho sempre giudicato scellerate, laddove si è voluto privilegiare il sindaco sceriffo agli investimenti alle forze di polizia – nessun partito politico che ha composto il governo negli ultimi venti anni ne è immune - , ci troviamo e ci troveremo sempre più proiettati a subire una sicurezza urbana comunale e sempre meno statale per dare sfogo anche ad esaltazioni che sinceramente  mi fanno sorridere e nello stesso tempo mi preoccupano. In questo meraviglioso Paese, tutti vogliono fare gli sceriffi e tutti vogliono fare i poliziotti o carabinieri,  abbandonando quei territori urbanistici che garantiscono un controllo del territorio più consistente nelle scuola, nei giardini, nell’edilizia, nelle licenze, nelle residenze, nelle discariche ecc..  e in tutto quello che contribuisce ad evitare il degrado ambientale. 

Basterebbe che ognuno, orgoglioso di ciò che fa, facesse il suo in piena collaborazione, ma le ricette miracolose degli ultimi anni, a mio modesto parere, non mi sembra stiano dando buoni risultati e forse, grazie a quanto oggi scrive l’ amico Rancan, è ora di ragionare sul ognuno faccia il proprio e lo faccia bene senza formule magiche buone alle campagne elettorali che , come visto, nonostante i caroselli sulla sicurezza, alla fine il cittadino elettore non ci casca più in quanto  credo voglia sempre più forze di polizia con compiti propri e in piena collaborazione, guidati da chi davvero è il responsabile della sicurezza pubblica che a sua volta deve essere messo in condizione di operare con pieni poteri su tutte le forze di polizia che devono senza se e senza ma collaborare e non nascondersi dietro a vittimismi inutili. 

Esse come sicurezza

La sicurezza, i problemi e le questioni legate al ruolo che oggi la Polizia di Stato riveste nel nostro territorio e in tutto il Paese, commentate e approfondite dal Siap di Piacenza. Interviene direttamente Sandro Chiaravalloti, segretario provinciale e regionale, e membro del direttivo nazionale

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Commenti (3)

  • Sig. Chiaravallotti, premesso che mi tolgo tanto di cappello al cospetto delle forze dell'ordine, voglio aggiungere che qualsiasi supporto vi possa essere aggiunto alle vostre esigue forze lavoro dovreste accettarle e collaborare affinche si abbia un unico obiettivo. A nulla servono le lotte di campanile o casta che altro non fanno di disperdere energie e forza.

    • Avatar anonimo di mio
      mio

      penso sia questo quello che vuol far intendere dicendo: ognuno faccia il suo in collaborazione con gli altri. fare tutti gli attaccanti, si lascia la difesa sguarnita, mentre ci deve essere squadra e sentirsi partecipi qualsiasi ruolo si occupi. io condivido il pensiero

  • Vi siete dimenticati di una componente fondamentale, ovvero la giustizia: i nostri tribunali, dalle porte girevoli, sono notoriamente il grande incentivo dei delinquenti del pianeta.

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