Uccellacci e uccellini

Uccellacci e uccellini

Bonaccini con una sola mossa ne accontenta tre

Stefano Bonaccini

Molto astuto il governatore della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. Alle prese con la composizione del mosaico della Giunta, si sente tirare la giacca da tutte le parti. Dal Pd emiliano-romagnolo, che gli chiede di rappresentare al meglio – nella scelta degli assessori – la riottenuta egemonia: il Pd è tornato a essere il primo partito. Ma ci sono anche gli alleati della sua coalizione da accontentare. Poi, le nove province. Ognuna si aspetta un suo conterraneo nei posti che contano. Chi lo ha fatto vincere, perché lo ha fatto vincere. Chi invece ha premiato la Lega salviniana, perché teme che il divario con i leghisti possa ampliarsi, senza avere una "voce amica" in Giunta. Poi c’è Bologna, che chiede anche qualcosa in più: due, tre, quattro, venti, cento assessori bolognesi (ma il modenese Bonaccini ne può fare al massimo dieci).

Così Bonaccini, scegliendo come assessore – lo ha annunciato lui stesso – Vincenzo Colla, può pur sempre dire di aver accontentato tre realtà. Colla è di Alseno, quindi è piacentino a tutti gli effetti. E la casella di Piacenza la si può barrare. Da molti anni vive nel capoluogo della Regione, Bologna, e ben conosce la realtà bolognese. Perciò i bolognesi saranno rappresentati anche da lui. E si ritroverà un sindacato, la Cgil, più morbido e favorevole per tutta la durata del suo mandato e disposta a collaborare e a sostenere la sua amministrazione.

Colla ha infatti un ricco curriculum sindacale. Nel 1987 è stato segretario piacentino della Fiom, nel 1996 segretario provinciale della Cgil. Nel 2002 il passaggio alla segretaria regionale della Cgil, dove ha assunto la guida nel 2010. Nel 2016 l’entrata nella Cgil nazionale. Nel 2018 è stato lo “sfidante” di Maurizio Landini nella corsa alla successione a Susanna Camusso. Poi, la rinuncia.

Bonaccini, con una sola mossa, ne mette a posto tre.   

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Uccellacci e uccellini

" Il racconto della politica piacentina. Le voci e i commenti. Un piccolo spazio all'ombra del Gotico dove raccontare e commentare liberamente il senso dei fatti, i rumori e le polemiche provenienti dal ""Palazzo"", le maschere, le vanità e le debolezze della politica locale. Un punto d’osservazione per fermarsi un attimo e smettere di rincorrere l’annuncio dell’ultimo minuto. Un angolo dove osservare la partitocrazia locale che si confronta e discute, con i suoi mal di pancia interni, le sue ambizioni, i suoi sogni, mentre intorno compaiono i segni del collasso di una delle tante province d'Italia colpite da una crisi economica e, anche, di rappresentanza della gente che la popola "

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Commenti (2)

  • Bonaccini sembra avere capito di aver bisogno di tutta la colla che riesce a trovare, se vuole evitare che il suo appena riconquistato ”regno” se ne vada subito completamente in pezzi

  • La tornata elettorale, vinta da Bonaccini, grazie a Sardine e simili, ricorda molto quella tra Peppone e Don Camillo di Guareschi. Cambiano solo i ruoli, Peppone è il vaticanista e Don Camillo il nemico da combattere e, possibilmente, annientare.

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