Uccellacci e uccellini

Uccellacci e uccellini

La disGiunta Barbieri si ritrova in compagnia per un’apericena

I tre “ex” Massimo Polledri, Filiberto Putzu e Paolo Garetti non perdono il buonumore e si ritrovano insieme dopo la fine dell’esperienza amministrativa nella Giunta Barbieri. Intanto nel centrodestra manca una regia

Sicuramente ai tre non fa difetto una discreta dose di autoironia. Gli ex della Giunta Barbieri, anzi, i tre assessori della “disGiunta”, si sono ritrovati per celebrare a loro modo il Natale, con un po’ di affettato e un bicchiere di birra. Filiberto Putzu (demanio ed eventi, Forza Italia), Massimo Polledri (cultura e sport, Lega) e Paolo Garetti (lavori pubblici, civico) non hanno fatto in tempo a mangiare il panettone, ma hanno voluto farsi fotografare insieme per ricordare la sorte che li ha accomunati. A ottobre il loro percorso amministrativo è terminato. I tre insieme avevano preso 725 preferenze alle Comunali del 2017: 128 il civico, 214 il forzista e 383 l’ex senatore del Carroccio. Al loro posto sono entrati Jonathan Papamarenghi, Stefano Cavalli – subito coinvolto nella querelle dei mercatini di Natale, avendo preso anche la delega al commercio del collega leghista Paolo Mancioppi – e Marco Tassi.

Ora sono tornati a lavorare a tempo pieno: Polledri è psicoterapeuta, Putzu medico e Garetti ha un’impresa edile. Se Garetti è il più silente, gli altri due sui social da giorni hanno iniziato il loro personale “controcanto” all’Amministrazione. Soprattutto Putzu non ha perso l’occasione di infilare il dito nelle piaghe del suo partito, alle prese con ore di grande confusione all’interno della maggioranza sull’addizionale Irpef. Sicuramente torneranno a farsi sentire, non solo sui social.

Il loro “addio” all’Amministrazione doveva essere la premessa di un nuovo slancio all’attività della Giunta e della maggioranza. In realtà nei due mesi successivi, in diverse occasioni, le cose si sono un po’ ingarbugliate. A cominciare dall’addizionale Irpef, che ha dimostrato quanto la maggioranza non sia molto propensa a ragionare “di squadra”, ma più attenta a coltivare l’orticello del proprio partito. Colpisce anche il “timing” dell’uscita mediatica dei “Liberali Piacentini” sulla Fondazione Teatri, “carrozzone da eliminare". Esortazione arrivata giusto poche ore dopo la Traviata al Municipale, che ha visto anche una serie di azzeccate iniziative di promozione, come il coinvolgimento dei più giovani o i flash mob in città che hanno sorpreso tanti piacentini. E, soprattutto, dopo gli apprezzamenti del sindaco Patrizia Barbieri e dell’assessore alla cultura Papamarenghi. Ancora una volta, manca una regia: ogni forza politica sta tirando la fune dalla sua parte e si procede solo per “scossoni”. La maggioranza dovrebbe iniziare a dimostrare più unità a partire dall’importante Consiglio comunale del 27 dicembre, dove si discuterà (e si voterà) sull'Irpef. Altrimenti la disGiunta formata da Putzu, Garetti e Polledri potrebbe diventare più folta e riunirsi con più frequenza. In Fratelli d’Italia, infatti, serpeggia più di un mal di pancia…

Uccellacci e uccellini

" Il racconto della politica piacentina. Le voci e i commenti. Un piccolo spazio all'ombra del Gotico dove raccontare e commentare liberamente il senso dei fatti, i rumori e le polemiche provenienti dal ""Palazzo"", le maschere, le vanità e le debolezze della politica locale. Un punto d’osservazione per fermarsi un attimo e smettere di rincorrere l’annuncio dell’ultimo minuto. Un angolo dove osservare la partitocrazia locale che si confronta e discute, con i suoi mal di pancia interni, le sue ambizioni, i suoi sogni, mentre intorno compaiono i segni del collasso di una delle tante province d'Italia colpite da una crisi economica e, anche, di rappresentanza della gente che la popola "

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Commenti (1)

  • il vero sindaco era Putzu, sia per personalità, conoscenze, peso politico, alleanze ed inserimento nei salotti che contano ..... uscito lui, il carrozzone sta saltando, quello che è rimasto ex sindaca di Castelvetro in testa, si cerca sempre la caduta in piedi piuttosto che l'idea vincente anche se impopolare

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