Uccellacci e uccellini

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Pd, accelerazione su Marini ma qualcuno non è ancora convinto

La scelta del candidato a sindaco per il centrosinistra: l'ipotesi Carlo Marini piace a una parte dei renziani (e a Reggi) ma non ai consiglieri uscenti. Fiazza e Cugini rimangono in auge. Reggi: «Siamo vicini, la scelta arriverà in tempi rapidi»

Roberto Reggi

«Si vince solo se si sta uniti». Parole di Roberto Reggi, unico sindaco della storia di Piacenza rieletto per un secondo mandato. Il direttore dell’Agenzia del Demanio sta spingendo il suo candidato a sindaco per le Amministrative: il 49enne manager di Unicredit Carlo Marini. «Dobbiamo aggregare forze che vanno dal centro alla sinistra – ha spiegato ai cronisti Reggi ai margini della firma del protocollo sul nuovo ospedale -. Qua a Piacenza la presenza di una forza civica è sempre stata determinante per la nostra vittoria. Crediamo che anche questa volta sia la scelta da fare». Reggi ha detto che la scelta del candidato sindaco è «molto vicina, arriverà in tempi rapidi». Segno che sta accelerando sul nome di Marini. Ma comunque ci vorranno ancora diversi giorni per ufficializzare la cosa.

Anche il presidente della Regione Stefano Bonaccini ha commentato la situazione in casa Partito Democratico. «Mi auguro che non ci si divida a Piacenza. Gli avversari dovrebbero essere gli altri. Mi auguro veramente che il centrosinistra rimanga unito insieme al civismo, ovviamente mi riferisco a un civismo di proposta e non di protesta». 

Dopo l’uscita dei più ferventi bersaniani – oppositori dei renzianissimi Reggi-Caragnano-Sckokai che stanno gestendo la partita per le Amministrative di Piacenza – la strada per Marini sembrerebbe spianata. Senza Cacciatore e una parte della minoranza dem sarà più facile posizionare come alfiere del centrosinistra un renziano. Tramonta perciò l’ipotesi di Marco Castagnola: la minoranza si è spezzettata tra chi se ne sta andando in “Democratici e Progressisti”, chi rimane convintamente nel Pd e chi rimane in bilico, con un piede nel Pd e il cuore che batte per gli amici scissionisti.

Ma su Marini ci sono da convincere i consiglieri uscenti, più orientati a puntare sui due quarantenni di Palazzo Mercanti: l’assessore Stefano Cugini e il presidente del consiglio comunale Christian Fiazza. Cugini e Fiazza darebbero più garanzie: più conosciuti dall’elettorato democratico, più esperti e meno a digiuno di vita amministrativa. Meglio puntare su loro e non su un outsider che andrebbe fatto conoscere ai piacentini.

Qualcuno paragona Marini a Reggi, ma l’ingegnere, prima di ottenere a neanche quarant'anni dal centrosinistra l’investitura di sfidante di Gianguido Guidotti nel 2002, aveva alle spalle già molta esperienza politica. Non da politico di primissima fila, ma l'aveva. Senza contare le sue amicizie e relazioni nel mondo del sociale e delle parrocchie cittadine. «Guarda che anche Marini li conosce bene i parroci», ha scherzato (ma non troppo) Reggi difendendo la sua scelta per le Amministrative. Quest’ultimo aspetto, quello dell'influenza nel mondo cattolico, è un aspetto mai da sottovalutare in una città bianca come Piacenza. Qualcuno, se ha voglia e tempo, lo vada a spiegare anche al centrodestra. 

Uccellacci e uccellini

" Il racconto della politica piacentina. Le voci e i commenti. Un piccolo spazio all'ombra del Gotico dove raccontare e commentare liberamente il senso dei fatti, i rumori e le polemiche provenienti dal ""Palazzo"", le maschere, le vanità e le debolezze della politica locale. Un punto d’osservazione per fermarsi un attimo e smettere di rincorrere l’annuncio dell’ultimo minuto. Un angolo dove osservare la partitocrazia locale che si confronta e discute, con i suoi mal di pancia interni, le sue ambizioni, i suoi sogni, mentre intorno compaiono i segni del collasso di una delle tante province d'Italia colpite da una crisi economica e, anche, di rappresentanza della gente che la popola "

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