Uccellacci e uccellini

Uccellacci e uccellini

«Perdere! E perderemo!»

Centrodestra locale e regionale allo sbaraglio sulla scelta del candidato a sindaco. Chi dice Patrizia Barbieri, chi vuole Massimo Trespidi. Cronaca di un disastro che rischia di compromettere la corsa alle Amministrative

Oronzo Canà (Lino Banfi) e il presidente Borlotti

«Perdere, e perderemo!». Sembra proprio che ci sia il mitico presidente della Longobarda Borlotti – quello che ordinò a Oronzo Canà di retrocedere in serie B - dietro le strategie del centrodestra piacentino, alle prese con un caos inenarrabile per la scelta del candidato sindaco. Mentre gli avversari del Pd e del Movimento 5 Stelle - in questi ultimi giorni - hanno risolto la faccenda, il centrodestra si è infilato in un labirinto di accordi, strette di mano, annunci, arrivi, smentite e polemiche a non finire.

Ma andiamo con ordine, dal principio. Negli ultimi mesi il centrodestra rimanda - «tanto c’è tempo...» - la scelta del candidato a sindaco. Si ha paura di fughe in avanti da parte di qualche personaggio sgradito e sul tavolo emergono continui veti incrociati su un candidato piuttosto che un altro. Impossibile trovare una condivisione unanime. L’ideale sarebbe individuare un profilo civico, una persona esterna ai partiti, alla politica attiva, proveniente dal mondo professionale piacentino, in grado di mettere tutti d’accordo. Ma questa persona non si trova. Qualcuno chiama in causa il professor Luigi Cavanna, direttore di Oncologia: il profilo potrebbe essere quello giusto, ma in molti ricordano che nel 2001 fu in lizza per l’Ulivo contro Tommaso Foti nel tentativo di strappare un seggio alla Camera.

Mentre i partiti sono incerti sul da farsi, ritorna alla carica Massimo Trespidi: lontano dalla politica attiva da almeno un paio d’anni, miete consenso più fuori dai partiti che non al loro interno. Potrebbe essere un buon candidato: amministratore esperto, vincente alle Provinciali del 2009 (unica vittoria in quell’ente, la seconda grande conquista del centrodestra dopo Guidotti nel 1998 in città), ha relazioni nel mondo cattolico e giovanile. Ma su di lui la gran parte degli esponenti e simpatizzanti di Forza Italia è categorica: non faremo campagna elettorale per Trespidi. Nè ora nè mai. Difficili convergere su di lui senza Forza Italia, che da Piacenza a Bologna tuona contro l’ex presidente.

I partiti, di comune accordo, stanziano perciò una bella somma per chiarirsi le idee, commissionando ad Alessandra Ghisleri un sondaggio su sei potenziali candidati. Il sondaggio (mille persone contattate in pochi giorni) dice che al primo turno i candidati che raccoglierebbero più voti sarebbero, in questo ordine, i seguenti: Patrizia Barbieri, Luigi Cavanna, Massimo Trespidi, Fabio Callori, Lino Girometta e Paolo Mancioppi. Con Barbieri e Cavanna davanti a centrosinistra e 5 Stelle. E nessuno dei sei vincenti al ballottaggio con il centrosinistra di Paolo Rizzi. Trespidi – sempre secondo il sondaggio – risulterebbe però la persona in grado di avvicinarsi alla coalizione del Pd al ballottaggio, arrivando a ridosso di oltre un punto percentuale dal pareggio. Allo stesso tempo risulta anche colui che ispira più fiducia nell’elettorato intercettato dalla Ghisleri.

Il sondaggio decreta la fine di molte candidature, inizialmente cariche di entusiasmo, come quelle di Lino Girometta e Fabio Callori. Il centrodestra si concentra sulla doppia lettura dei dati: chi legge positivamente il fatto che Barbieri sia quella in grado di portare a casa più voti in assoluto al primo turno, chi vede in Trespidi l’uomo capace di rubacchiare consenso negli altri schieramenti al ballottaggio.

C’è chi preferisce Trespidi, e chi Barbieri. Ma i partiti, a livello nazionale e locale, sembrano avere trovato un’intesa sul candidato. A Roma, nella giornata del 28 marzo, si punta deciso sull’ex sindaco di Castelvetro Patrizia Barbieri. C’è voglia, forse troppa, di chiudere in fretta. A Roma le mani si stringono e Barbieri viene informata: sei tu il candidato. IlPiacenza.it e il quotidiano locale Libertà riportano la notizia del vertice, la macchina organizzativa si mette in moto per presentare la sfidante di Rizzi. Sembra fatta.

Ma l’imprevisto è dietro l’angolo: con una mossa a sorpresa, la segreteria regionale di Forza Italia cambia nettamente idea su Trespidi. Lo fa con un post su Facebook di Anna Borsarelli, vice dell’onorevole Palmizio, coordinatore regionale. Nel giro di pochi giorni il docente del Colombini passa così da essere una figura che «non è portatore dei valori centrodestra», a essere il candidato preferito dai vertici emiliano-romagnoli. Palmizio e Borsarelli puntano il dito contro la Lega, che «lancia candidati a caso» e spiega che erano stati male informati su Trespidi: non ha votato Sì al Referendum Costituzionale, è perciò la persona giusta da candidare.

Nel tardo pomeriggio del 29 marzo tutto doveva essere pronto: in Sant’Ilario, con la presenza di Matteo Salvini (di passaggio perché aveva già programmato una visita a Parma per sostenere la candidata a sindaco del centrodestra) e di Maria Stella Gelmini di Forza Italia, Patrizia Barbieri doveva essere incoronata come alfiere del centrodestra locale. Ma nessuno si è preoccupato di prenotare la sala: voci – non confermate e da prendere con la dovuta cautela – sostengono che questo compito era stato affidato a Pietro Pisani, segretario provinciale del Carroccio, e sostenitore di Trespidi. La Forza Italia locale è in subbuglio: la sola idea che Trespidi sia ancora in gioco costringe a organizzare in fretta e furia un incontro nel primo pomeriggio, dove si ribadisce che l’unico candidato è Barbieri. Stessa cosa detta anche da Gianluca Vinci, il segretario emiliano della Lega odiato dalla segreteria di Pisani, che non vuole neanche trattare: avanti con Barbieri.

Insomma, un “tutti contro tutti” che ha provocato un pasticcio in grado di disorientare gli stessi candidati, gli esponenti piacentini, gli iscritti dei partiti e gli elettori. Per farla breve, sostengono Trespidi Forza Italia regionale e Lega Nord provinciale più qualche esponente civico. Stanno con Barbieri Fratelli d’Italia, la segreteria emiliana della Lega Nord e quella provinciale di Forza Italia.

«Fra due mesi, al momento di votare, tutti si saranno dimenticati di questo pasticcio e la spunteremo comunque», dice un big del centrodestra locale, commentando le ultime convulse ore. Il centrodestra deve però mettere una toppa al più presto (scegliendo uno dei due, al momento rimane favorita ancora Barbieri) e partire con una campagna elettorale capace di far dimenticare questo disastro politico-mediatico. A Fiorenzuola – dove il candidato sindaco Enrico Chiesa rinunciò a sorpresa all'ultimo momento a causa di un dissidio con Fratelli d’Italia –, il pasticcio portò bene. Ecco l'unica speranza a cui il centrodestra si può affidare. Però le scorie di queste confusionarie ore si faranno sentire: chi perderà il braccio di ferro tra Barbieri e Trespidi davvero si metterà "sportivamente" al servizio della coalizione? Difficile. 

Uccellacci e uccellini

" Il racconto della politica piacentina. Le voci e i commenti. Un piccolo spazio all'ombra del Gotico dove raccontare e commentare liberamente il senso dei fatti, i rumori e le polemiche provenienti dal ""Palazzo"", le maschere, le vanità e le debolezze della politica locale. Un punto d’osservazione per fermarsi un attimo e smettere di rincorrere l’annuncio dell’ultimo minuto. Un angolo dove osservare la partitocrazia locale che si confronta e discute, con i suoi mal di pancia interni, le sue ambizioni, i suoi sogni, mentre intorno compaiono i segni del collasso di una delle tante province d'Italia colpite da una crisi economica e, anche, di rappresentanza della gente che la popola "

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Commenti (1)

  • Avatar anonimo di Non plus ultra
    Non plus ultra

    Secondo me, invece, gli elettori si ricorderanno del pasticcio e soprattutto sui perché del pasticcio, tutto contenuto nella piccola e meschina dimensione della "bottega" politica: aspirazioni personali di gruppuscoli insignificanti, che puntano solo - come quasi tutti gli altri partiti - ad accaparrarsi il potere. Possibile che non ci sia più nessuno in grado di mettere in campo la speranza, i grandi ideali, la rottura col passato marcio e degradato? Di dare uno slancio a questa cavolo di città morta? Di dar respiro alle famiglie, al commercio, ai disoccupati, ai tanti anziani, alla gente che ha paura dell'immigrazione e della criminalità (e chi la chiama "micro" non ha mai avuto un ladro nella stanza accanto a quella dove dorme magari suo figlio)? Alle persone preoccupate per quest'aria malsana, inquinata da troppe attività antropiche, destinata a peggiorare sempre di più se non si fa qualcosa? A qualcuno frega di GOVERNARE? La storia un giorno condannerà questi mezzi uomini, anzi, questi quaquaraquà.

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