Uccellacci e uccellini

Uccellacci e uccellini

Piacenza guarda da lontano i successi di Muti e dell’Orchestra Cherubini

L’estate ravennate sempre più impreziosita dalle iniziative organizzate da Riccardo Muti e la moglie Cristina Mazzavillani. Biglietti sold out in poco tempo e grande impatto mediatico. A Piacenza le briciole

Il maestro Muti in Municipio nel 2016

Nella rassegna stampa regionale e nazionale il nome del maestro Riccardo Muti è comparso per tutta l’estate. Muti, 77 anni compiuti da poco ma ancora sulla breccia del successo, è un brand internazionale, in grado di richiamare l’attenzione del grande pubblico. Peccato che non sia quasi mai stato accostato a Piacenza. Eppure la sua Orchestra Cherubini qua risiede, condividendo il domicilio anche con la città di Ravenna, sempre menzionata.

La cosa non era sfuggita nei mesi scorsi alla commissione 3 “cultura” (presieduta da Carlo Segalini della Lega), che si era posta qualche quesito al riguardo. Beh, c’è altro materiale per le riflessioni della commissione 3. Se si scandaglia la stampa, Muti quest’estate ha dato notevole lustro a Ravenna. Il Ravenna Festival – organizzato dalla moglie Cristina Mazzavillani – è stato più apprezzato che mai. Ed ha addirittura messo la firma anche nell’omaggio alla figura di Raul Gardini, l’imprenditore ravvenate deceduto durante “Tangentopoli”. Omaggio, a venticinque anni dalla morte, che ha visto “bruciare” dopo soli 45 minuti i biglietti per il Teatro Alighieri, andati sold out. Il concerto è stato offerto dal maestro alla città lo scorso 23 luglio e ha visto alcune persone posizionarsi alle biglietterie già alle 3 di notte per assicurarsi il posto in platea. Per accontentare tutti, si è inoltre predisposto un maxischermo al Palazzo dei Congressi per seguire in diretta l’evento.

La Riccardo Muti Opera Academy, quest’anno dedicata al Macbeth, con l’orchestra Cherubini (rieccola!), si è data da fare dal 21 luglio al 3 agosto al Teatro Alighieri. Inoltre ha organizzato e impreziosito l’estate ravennate con un concerto speciale “Vie dell’amicizia” – con la presenza del coro nazionale dell’Ucraina - al PalaDeAndrè che ha visto, ça va sans dire, il tutto esaurito. Lo stesso concerto era andato in scena due giorni prima a Kiev, nella capitale ucraina. Il sindaco di Ravenna Michele De Pascale ha scritto una lettera per ringraziare il maestro, che ha dato lustro alla città.

Se poi aggiungiamo anche lo smacco di leggere sulla “Gazzetta di Parma” (nel settembre 2017) un’intervista allo stesso Muti che, riferendosi alle Terre Verdiane, prende in considerazione soltanto il parmense - scontrandosi con verità storiche acclarate -, il dispiacere non fa che aumentare. Anche perché in questi anni Comune di Piacenza, Fondazione di Piacenza-Vigevano e Camera di Commercio hanno aiutato non poco la sua bellissima creazione, l’Orchestra giovanile “Cherubini”. Sarebbe forse il caso di rinsaldare i rapporti tra Muti e Piacenza a partire dal 2019. 

Uccellacci e uccellini

" Il racconto della politica piacentina. Le voci e i commenti. Un piccolo spazio all'ombra del Gotico dove raccontare e commentare liberamente il senso dei fatti, i rumori e le polemiche provenienti dal ""Palazzo"", le maschere, le vanità e le debolezze della politica locale. Un punto d’osservazione per fermarsi un attimo e smettere di rincorrere l’annuncio dell’ultimo minuto. Un angolo dove osservare la partitocrazia locale che si confronta e discute, con i suoi mal di pancia interni, le sue ambizioni, i suoi sogni, mentre intorno compaiono i segni del collasso di una delle tante province d'Italia colpite da una crisi economica e, anche, di rappresentanza della gente che la popola "

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Commenti (2)

  • E' un vizio tutto italiano, la storia scritta con la mentalità campanilistica.

    • A me invece sembrano osservazioni ragionevoli e, in questo contesto, il termine campanilismo mi sembra forzato. Mi sembra naturale che si tenga a porre in evidenza la propria terra. Oltre che utile. Ed in questo caso sostanzialmente più giusto. il rammarico forse va a noi piacentini, in questo caso meno bravi dei ravennati.

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