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Fittavolini a Dosi: «Sono vent’anni che portiamo pazienza»

Il presidente dell’associazione pendolari Ettore Fittavolini replica al primo cittadino: «Ci chiede ancora pazienza, mentre in tutta la città impazzano le soste selvagge, si colpiscono i pendolari. Chiediamo un incontro per ridefinire gli spazi di entrambi i parcheggi della stazione»
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Commenti (15)

  • Leghistoide ? mio nonno (emigrato negli Stati Uniti e morto lì da cittadino americano- so benissimo che cosa abbia ed ha voluto dire l'emigrazione per la mia famiglia, mia nuora è una splendida signora afroamericana dottoressa in scienze economiche, con altrettanto splendida famiglia, per cui non accetto lezioni di razzismo da nessuno, men che meno da chi nulla sa di me) mi ha sempre detto che " at ghe mia da de da meint ai luc ". Poi suggerisco un corso di lingua italiana per capire lo scritto e/o la punteggiatura. Per il resto auguro contravvenzioni a pioggia a tutti coloro i quali non sanno, non frequentano il contesto della stazione, dei giornali leggono solo i titoli, e soprattutto non hanno mai fatto la vita del pendolare. Io lo sono da 32 anni. Fine della trasmissione.

    • Il figlio del ministro DC Donat Cattin era un brigatista. Quindi i parenti più o meno stretti direi che non testimoniano nulla. L'unica cosa che chiedevo erano chiarimenti rispetto al senso di quella frase di chiusura ma ancora manca. Sulla punteggiatora si rilegga il suo commento e poi ne riparliamo. E per finire, parla dei suoi 32 anni di pendolarismo come di una condanna... mi chiedo... possibile che in 32 anni non abbia avuto occasione di cambiare lavoro? Negli anni 90 e primi anni duemila trovare e cambiare lavoro era piuttosto semplice. Posso magari pensare che sia rimasto pendolare per scelta e non perché obbligato da chicchesia. Quindi, per cortesia, non si appunti questi 32 anni come una croce che è stato obbligato a portare. Che poi ci siano disagi maggiori di quanto attendibile e lecito concordo, però resta il fatto che lo sa da vent'anni (pre centro sinistra) e avrà sicuramente avuto occasione di cambiare la sua situazione accettando, eventualmente, salario o mansioni ridotte

      • scusi sig. / sig.ra Da da meint a un luc ma non capisco il suo accanimento contro una categoria che reclama diritti. Siamo gente per bene che ci alziamo presto la mattina e paghiamo il biglietto e facciamo km per lavorare, e un po' mi sento un fesso per questo. Per lei la soluzione è trovatevi un altro lavoro e non rompete? Le scoccia che qualcuno si batte contro i mulini a vento da anni per rivendicare alcuni diritti e invocare sicurezza nella ns città? A noi italiani manca una cosa fondamentale: l'empatia verso i ns simili. Per questa ragione non progrediremo mai e lei caro il mio da da meint a un luc ne è un chiaro esempio, di questa mentalità tutta italiota. Cordialità.

        • Vorrei aggiungere una cosa.. i nostri simili non sono gli italiani ma gli esseri umani. Al massimo gli italiani saranno i nostri concittadini o compatrioti. E forse per questa confusione nel definire chi è il nostro simile che non progrediremo mai. E poi... sono nostri "simili" tutti gli italiani o solo quelli del nord? Tutti quelli del nord o solo gli emiliani? Solo gli emiliani o solo i piacentini? Solo quelli del sasso o anche i montani?

        • Scusi Sig. Matia ma le sfuggono alcune cose. Ho detto chiaramente che SECONDO ME: AVETE ragione a chiedere maggiori parcheggi AVETE ragione a chiedere rastrelliere AVETE ragione a chiedere migliori connessioni bus e treni AVETE ragione a chiedere maggiore sicurezza e controlli nei parcheggi. Per contro ho detto che (sempre SECONDE) NON AVETE diritto di lamentarvi se multati perché fuori dagli spazi anche se altra gente parcheggia sulle ciclabili (perché vorrebbe dire che non saremmo mai punibili per nulla visto che ci sarà sempre qualcuno che fa peggio). Per quanto riguarda il trovarsi altro lavoro e non rompere ho detto ben altro... ho detto che il fatto di essere pendolare da 35 anni è stata anche una scelta (mi auguro per chi sono 35 che pendola) e che quindi non va mostrato come una croce che qualcuno ci ha obbligato a portare. Non ho quindi detto "cambiate lavoro e non rompete". Ho inoltre detto che il riferimento finale all'integrazione e la tolleranza mi fa pena perché c'entra veramente poco con il comunicato su parcheggi e rastrelliere ed è talmente generico e indefinito da non essere nulla di più di una strizzatina d'occhio ai leghisti. Quindi c'è una bella differenza fra quanto dico e quanto dite che avrei detto.

  • Un po' meglio del patetico piagnisteo dell'altra volta... non si capisce bene il senso dell'ultima frase su tolleranza e integrazione rispetto a parcheggi e rastrelliere. Che i quelli che parcheggiano sulle ciclabili siano tutti immigrati? E poi quando si dice che la buttate in politca e che avete dei tratti leghistoidi vi inalberate.... O magari ho capito male il senso dell'ultima frase... chi voleva colpire? che legame aveva con la giustificata lamentela per l'assenza di parcheggi?

    • la tua militanza contro le proteste e le richieste dei pendolari meriterebbe forse miglior causa. I pendolari sono una numerosa forza produttiva costretta a svolgere il proprio lavoro in condizioni obiettivamente disagiate (sia per i leghisti che per gli altri, te lo assicuro). Le loro proteste e richieste sono del tutto normali anzi ovvie; non so se per lamentele di altre categorie di lavoratori il tuo disappunto sarebbe uguale e manifesto. Personalmente in pochi anni ci ho rimesso una bici, i "copricerchioni" dell'auto e danni allo specchietto retrovisore (volevano asportarmelo). Non ero il solo a lamentare danni.Se mi guardavo attorno vedevo quasi unicamente "stranieri" nullafacenti pero' soltanto il chiedersi cosa ci facciano tutti nei pressi della stazione e' razzismo o leghismo. Non parliamo dei disagi "logistici" di parcheggio e di treni (fatiscenti, fuori orario, scarsi). Molti degli inconvenienti lamentati dipendono dalla trascuratezza delle amministrazioni pubbliche: rivolgersi con forza a loro e' naturale anzi doveroso. Con buona pace di chi non le vorrebbe veder scalfite e coinvolte e considera i pendolari piacentini dei piagnoni.

      • Poche balle... La protesta nasce dalle multe (giustificate) ed ha a che vedere con l'assenza di parcheggi (ingiustificata) e la richiesta di avere più parcheggi (giustificata). La boutade finale sugli immigrati non c'entra una fava coi parcheggi. Nel paragrafo di chiusura si chiedono a) maggiori parcheggi (giusto), le rastrelliere (giusto) e basta con tolleranza e integrazione (leghistoide). Capiscimi ammè... non critico, anzi appoggio, il diritto dei pendolari ad aver più parcheggi, migliori interconnessioni e spazi gratuiti con rastrelliere per le bici (l'ordinanza degrado bici è penosa). Critico il fatto di presentare il parcheggiare fuori dagli spazi un diritto perché c'è chi fa peggio (patetico e puerile) e i cenni sulla tolleranza e l'integrazione che con parcheggi e rastrelliere c'entrano una fava. Se non ti è chiara la differenza fra questi due aspetti mi spiace per te e puoi continuare ad accusarmi di avercela coi pendolari e con i mille ingiustificati disagi che devono soffrire. Del resto la 'comprensione del testo scritto' non ha punteggi molto alti in Italia e per quello le i minestroni leghistoidi hanno gran successo...

      • E non dimentichiamo i numerosissimi studenti pendolari, la cui funzione sarà essenziale per il futuro. Ricordo anche, per tua consolazione, le donne che, dovendo rientrare la sera tardi ,cercavano di aggregarsi a qualche altro passeggero (se c'era) per arrivare senza comprensibili patemi all'auto parcheggiata chissà dove. Quindi il problema non è tanto analizzare l'autentico senso dell'ultima frase e se siamo di fronte a "leghistoidi" o meno ma probabilmente assai più complesso.

        • Vabbé non ce la puoi fare a star sul pezzo. Tutto il comunicato su parcheggi e rastrelliere e deve finire contro tolleranza e integrazione. E non si capisce il perché. E non me lo spiegate ma tirate in ballo gli studenti. Immagino che l'andare fuori tema fosse un tuo problema... Leggiti il comunicato e rispondimi per favore se la chiusura su tolleranza e integrazione ha qualche senso (all'interno di questo comunicato). Poi che ci siano anche problemi di sicurezza e relativa percezione ci posso stare ma magari con un ragionamento dietro e non quella frase pietosa, sgangherata e sconnessa dal resto del comunicato.

          • Scusa se mi permetto di contraddire la tua sapienza ma per me il passo dell"intolleranza ed integrazione" è' marginale rispetto al provlema generale dei pendolari, come lo è il fatto che si lamentino delle multe (in sostanza non chiedono di esserne esenti ma di avere più spazi; ovvio poi che l'accanimento nei loro confronti - di fronte ad un'anarchia sanzionatoria generale anche in caso assai più pericolosi - dia fastidio. Ti sei fissato su un particolare marginale.Ad ogni modo per tua norma in un mio altro intervento in tua risposta definivo queste multe "giuste", sia pure con riserve). Fittavolini ha centrato l'intervento sui parcheggi ma tutti dovrebbero intuire che la criticità e' ben più ampia (ne ha fatti tanti altri in merito)Se poi fa un riferimento agli stranieri presenti in blocco fa semplicemente riferimento ad un enorme problema che ci sta coinvolgendo e di cui i "bivaccanti" costituiscono un aspetto obiettivamente non rasserenante (anche per chi non frequenta quei luoghi). Concludo citando quanto scrivi più sopra ad Ettore e cioè che se i pendolari non gradiscono il loro stato causa i disagi logistici cambino mestiere (ed evidentemente che gli studenti rinuncino ai loro obiettivi) : perbacco, in quanto ad intolleranza e insensibilità sociale sembri più avanti di tutti.

            • Va beh dai... comprensione del testo scritto sottozero. Prima di tutto di solito, nella frase conclusiva di un comunicato si racchiude il senso di tutto il comunicato richiamando i punti fondamentali. Il comunicato, tutto su parcheggi e rastrelliere, non si capisce perché debba finire su tolleranza e integrazione. E nessuno continua a spiegarmelo. Se era così marginale non mettermelo come frase di chiusura (se non per dare una strizzatina d'occhio a quello che pare essere un referente privilegiato di tale comitato di pendolari... lega e foti vari). Se leggo un comunicato commento il comunicato stesso e non cosa io penso volesse dire e abbia detto nella sua vita Fittavolini. E se sull'altro c'era una patetico e puerile lamentela per essere stati multati fuori dagli spazi in questo c'è questo accenno finale a integrazione e tolleranza che stride col resto del comunicato. Posso dirlo? Posso chiedere chiarimenti (che mai arrivano sulla richiesta fatta ma girandoci attorno alla larga) Poi mi si spieghi che colpa hanno tutti gli immigrati (10.000 a pc) per i 50/100 ma dai sì 1000 bivaccanti. Sui pendolari, come al solito, hai capito ben poco. Non ho detto "se non ti piace la situazione cambia lavoro" ho detto "non appuntarti i 32 anni di pendolarismo come una croce che ti hanno obbligato a portare". Se non riesci a capire la profonda differenza fra queste due frasi (quella che mi metti in bocca e quella che ho scritto io) allora stai messo male caro mio. Il tuo accenno agli studenti è francamente ridicolo e non se ne coglie il senso. Quando però troverò uno studente che mi metterà davanti una medaglia tipo "sono 32 anni che pendolo per studiare" allora capirò a fondo il tuo discorso (e magari capirò anche qualcosa su quello studente). Su, dai, fai uno sforzo. Faccio qualche domanda... se volete rispondere rispondete a quelle così posso capire e non girateci intorno con discorsi assurdi.

              • Eppure "cambiare lavoro" lo ripeti in poche righe. E " pendolare per scelta e non perché obbligato da chicchessia" ripete lo stesso concetto. Alla stessa stregua, forse con più scusanti, potremmo rivolgerci agli immigrati che gironzolano senza lavoro, stazionano davanti ai negozi e supermercati, presidiano i parcheggi pubblici ( per non parlare di chi è costretto a rovistare nei cassonetti) eccetera e prospettare loro di cambiare meta visto anche che nessuno li ha obbligati a venire in Italia? Ad ogni modo questo non è il problema specifico dei pendolari e a ma in questa sede interessava sostenere la loro sostanziale richiesta di minor trascuratezza da parte delle amministrazioni. Il resto sono diversivi.

                • "Cambiare lavoro" lo ripeto per dire che l'opportunità di non fare il pendolare per 35 anni l'avrà avuta soprattutto in anni in cui trovare un buon lavoro anche vicino a casa era abbastanza facile. E che per questo la può anche vivere (almeno in parte, mi auguro per lui) come una SCELTA e non quindi appuntarsela come una croce che è stato obbligato a portare. Concordo a pieno che i pendolari abbiano diritto a maggiori parcheggi, rastrelliere, sicurezza, migliori interconnessioni (treni e bus). Non sono d'accordo sul fatto che facciano piagnistei per essere multati quando fuori dagli spazi e quando fanno riferimenti vaghi e inconsistenti all'integrazione. Sul gironzolare senza lavoro ci sarà chi lo fa per scelta e chi invece perché non riesce a collocarsi (per i più svariati motivi). Nessuno li ha obbligati a venire in Italia e infatti se si lamentassero perché prendono una sanzione per qualche infrazione ci farebbe ridere se si lamentassero dicendo "c'è chi fa cose più gravi". Eppure sui pendolari sto ragionamento me lo giustifichi...

  • Per qualche anno ho fatto anch'io parte della truppa dei pendolari. In quanto a sensibilità trattati dalle nostre amministrazioni peggio dei nomadi

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