Stalking, l'aspetta fuori dal lavoro e la minaccia per l'ennesima volta: 47enne ai domiciliari

Per l'uomo, denunciato più volte dalla convivente dopo essere stata vittima per sedici lunghi anni di violenze domestiche, a inizio mese era stato disposto il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla moglie

Nella foto, al centro, il maggiore Biagio Bertoldi

All’inizio di novembre gli era stato notificato il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla moglie e dalla figlia che violentava, psicologicamente e fisicamente dal 2002. Non contento, un uomo di Lugagnano, si è presentato davanti all’azienda nella quale lavora la moglie e qui l'ha insultata e minacciata: lei lo ha denunciato ed ora si trova agli arresti domiciliari.

Protagonista della vicenda è un 47enne residente nel paese della Valdarda, denunciato più volte dalla convivente dopo essere stata vittima per sedici lunghi anni di violenze domestiche da parte del marito, a causa dell’abuso di alcol e droga e alimentate dal momento in cui la donna, alcuni mesi fa, aveva presentato la richiesta di separazione. Il 16 novembre, però, nonostante il divieto di avvicinamento alla moglie e alla figlia, si è recato intorno alle 22 di fronte ad un’azienda dove lavora la donna. Lei, che a quell’ora finiva il turno, è uscita e si è trovata di fronte il 47enne che ha iniziato a minacciarla e ad insultarla. La donna si è rivolta ai carabinieri della stazione di Lugagnano, ai comandi del maresciallo Mauro Giordani, che hanno seguito tutta la vicenda familiare. I militari dell’Arma hanno trasmesso gli atti alla Procura e il Pm Matteo Centini ha chiesto ed ottenuto dal Giudice per le indagini preliminari Luca Milani, l’aggravio della misura. Ora l’uomo è agli arresti domiciliari

Lo ricordiamo, i fatti di cui sono state vittime madre e figlia dal 2002 sono emersi all’inizio del mese quando la moglie dell’uomo si è presentata in caserma, denunciando «di essere vittima delle continue violenze piscologiche e fisiche del marito» - avevano spiegato i carabinieri. Nel corso degli anni la situazione avrebbe causato nella donna e nella giovane un persistente stato di avvilimento, paura e disagio psicologico tale da rendere quasi del tutto impossibile la normale convivenza. La formalizzazione della richiesta di separazione presentata dalla moglie aveva causato nell’uomo un’intensa reazione rabbiosa sia per la crescente gelosia che per il rifiuto ad essere abbandonato. Il 47enne avrebbe così iniziato a pedinarla continuamente sia a piedi che con l’auto. «In diverse occasioni – avevano spiegato sempre i carabinieri ai comandi del maggiore Biagio Bertoldi - l’aveva anche raggiunta nel parcheggio del luogo di lavoro dove, una volta avvicinata, la molestava e insultata, minacciandola di picchiarla e fargliela pagare qualora non fosse tornata con lui. Solo nel mese di ottobre la donna si era trovata costretta a presentare quattro integrazioni di querela nei confronti del marito». Episodi di violenza e stalking che solo tre settimane fa portarono il Gip a disporre il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla donna, che però non è stato rispettato dall’uomo.

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