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«A Piacenza tempi lunghi per le iscrizioni negli asili con la beffa di essere rimasti esclusi»

Redazione

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di una mamma, arrivata in redazione. 

«A gennaio io e mio marito ci siamo trovati a iscrivere nostro figlio di tre anni nelle liste delle scuole materne, nei termini e modalità consentite dal Comune di Piacenza. Varie erano le opzioni consentite e abbiamo optato per due scelte, una prioritaria e di stradario (la De Gasperi di via Stradella) e l’altra secondaria (Cervini di via Vaiarini).

Solo dopo diversi mesi veniamo a conoscenza che le richieste alla scuola materna De Gasperi sono il triplo dei posti disponibili (60 richieste per 24 posti) e vediamo nostro figlio rifiutato e rimandato ad ulteriori non ben specificate selezioni. Ovviamente stessa cosa accade alla seconda scelta, la scuola Cervini di via Vaiarini, laddove semplicemente hanno rigettato la candidatura senza altre modalità di ingresso.

Il Comune, dopo vari solleciti, ci fa sapere che quest’anno c’è stato un boom di iscrizioni che ha fatto sì che numerose famiglie si ritrovano a cercare soluzioni alternative, ma anche gli asili privati (con rette decisamente più elevate) sono tutti pieni senza possibilità di accesso.

Ci ritroviamo a due mesi dall'inizio della scuola materna senza sapere dove e se andrà mio figlio. Per due genitori che lavorano a tempo pieno è un serissimo problema e non si può certo pensare (per chi ha la fortuna) che un bambino stia con i nonni fino a 6 anni.

La cosa scandalosa è come un Comune serio si possa trovare a pochi mesi dall’anno scolastico con liste d’attese infinite e col rischio serio che molti bambini vengano esclusi da percorsi importanti per la crescita di un bambino che si deve integrare in una società e che noi davamo per scontato esser un​ diritto fondamentale anche riconosciuto e garantito dalle elevate tassazioni comunali.

La domanda è: ma com’è possibile che l’anagrafe comunale non abbia allertato gli uffici competenti per potersi organizzare in maniera più ordinata potenziando laddove occorreva?

Aldilà delle critiche politiche che vorrei tralasciare, mi ricordo benissimo delle promesse in campagna elettorale della attuale giunta in carica dove si prometteva un occhio di riguardo sia al bene della città che dei suoi cittadini. Questo è l'aiuto che si dà alle famiglie con figli, alle madri lavoratrici?».

Una mamma

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Commenti (1)

  • Pienamente d’accordo. Servono più servizi alle famiglie e soprattutto più flessibili, senza dover spendere un patrimonio. Si chiama eguaglianza

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