«Abbiamo visto i siti porno che navighi. Paga 300 dollari». Alla Postale di Piacenza 200 richieste di aiuto

Anche molti account di posta piacentini raggiunti dal tentativo di truffa di un sedicente hacker. Boom di segnalazioni alla polizia postale. Allertata anche la procura di Piacenza

La mail dei truffatori

Sta creando parecchia apprensione, se non in qualche caso addirittura terrore (ovviamente ingiustificato) - mietendo vittime "virtuali" - la recente truffa informatica che da una settimana sta viaggiando tramite email anche su migliaia di account italiani. A Piacenza, nelle ultime 72 ore, almeno 200 richieste di aiuto e segnalazioni sono giunte agli agenti della polizia postale. I quali, ovviamente, rassicurano sul fatto che non si tratta di veri hacker, ma di una banale truffa. Tutto sta anche finendo in procura della Repubblica, dove non è escluso che venga aperto qualche fascicolo per i reati di tentata estorsione e accesso abusivo a reti informatiche.

Un raggiro però che, molto astutamente, fa leva da un lato sulla poca dimestichezza che ancora dilaga tra chi quotidianamente utilizza sistemi digitali di uso comune (come appunto l'email) e internet, ma dall'altro punta sul quel lato segreto e privato - che praticamente quasi chiunque, chi più chi meno, ha - che attiene alla navigazione su siti con contenuti per adulti.

La truffa consiste in una normale email, sul proprio account personale, nella quale un sedicente hacker informatico spiega di essersi intrufolato da tempo, tramite un virus, all'interno dei nostri computer, riuscendo a spiare le navigazioni internet pruriginose su siti hard, e di aver anche registrato i nostri volti con la webcam. 
"Se non vuoi che tutto venga inviato ai tuoi contatti devi pagare 300 dollari" è la perentoria minaccia degli ideatori di questa truffa, che fanno leva sulla fobia e sulla vergogna del malcapitato e un po' sprovveduto utente. Il pagamento? Una sicura transazione tramite criptovaluta su un conto che viene indicato nella email.

Della faccenda in queste ore se ne sono occupati anche tanti organi di stampa nazionali, propio perché pare che molti ci siano già cascati: forse qualcuno - che tra la coscienza un po' sporca e l'incertezza del "non si sa mai" - ha pensato che sarebbe stato meglio pagare per vivere sereni. Un articolo pubblicato sul sito specializzato wired.it afferma che dai primi controlli sarebbero già finiti nelle tasche dei truffatori almeno 10mila euro nell'ultima settimana.

Come detto, anche tanti piacentini si sono visti recapitare il messaggio minatorio in email, e molti hanno preferito chiedere aiuto alla Polizia postale di Piacenza, che ora indaga, ma che fornisce anche ampie rassicurazioni: "Nessuno vi ha spiato".

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