«Abd Elsalam è diventato un simbolo. Piacenza onori la sua memoria»

Uno spazio pubblico che ricordi Abd Elsalam, la sua morte, il suo sacrificio. Questo chiedono all'Amministrazione e a tutta Piacenza, un gruppo di amici, compagni e famigliari dell'operaio travolto e ucciso da un tir alla Gls. Partita la raccolta firme

Uno spazio pubblico che ricordi Abd Elsalam, la sua morte, il suo sacrificio. Questo chiedono all'Amministrazione e a tutta Piacenza, un gruppo di amici, compagni e famigliari dell'operaio travolto e ucciso da un tir la sera del 14 settembre durante un picchetto del sindacato Usb davanti alla sede di Gls a Montale.  «La morte di Abd Elsalam deve diventare occasione di riflessione per l'intera comunità piacentina e per noi che ci troviamo a pagare il prezzo di una crisi che non abbiamo determinato. Per queste ragioni vogliamo onorarne la memoria e chiediamo che Piacenza, la sua città, gli dedichi un suo spazio pubblico nel quale favorire momenti di socialità», a dirlo il gruppo promotore che ha lanciato la campagna di raccolta firme. Hanno aderito privati cittadini ma anche realtà di volontariato e associazioni molto attive sul territorio. La presentazione della campagna è evvenuta nel pomeriggio del 16 febbraio in sala Cattivelli, in piazza Cavalli. Erano presenti anche i figli e la vedova dell'operaio. 

«Al di là della vertenza condotta con la cooperativa e Gls abbiamo ritenuto doveroso come sindacato portare avanti il suo ricordo», ha dichiarato Maria Teresa Chiariello di Usb. Con lei anche il catechista della parrocchia di Sant'Antonino, Paolo Campioni: «Un cristiano piacentino non si può nascondere dietro le porte e le finese, come è successo durante il corteo del 17 ottobre. La chiesa deve essere vicina alla gente che soffre e agli ultimi: abbiamo il dovere di essere "operatori di giustizia". Chiedo che la chiesa piacentina si unisca a questa battaglia, la lotta di chi si sente straniera nella propria città. Abd Elsalam era egiziano ma viveva e lavorava da 13 anni nella nostra città». Gli ha fatto eco Roberto Montanari (Prc): «La sua morte è anomala. Nel terzo millennio si torna a morire per difendere il diritto al lavoro. Anche se aveva un contratto a tempo indeterminato non ci ha pensato due volte ed è sceso in strada per i diritti di chi non aveva la sua fortuna. «Per noi la logistica è un consumo di suolo agricolo che dovrebbe essere a disposizione di tutti e invece è in mano a pochi. La dignità del lavoro va di pari passo con la qualità della vita», spiega Marco Natali di Legambiente. «Abd Elsalam è un simbolo educativo specialmente per i giovani», ha dichiarato Carlo Agosti (Rsu Arsenale). Il gruppo promotore ha realizzato anche un sito tradotto in diverse lingue dove si trovano tutte le informazioni utili per firmare la petizione e i soggetti che fino ad oggi hanno aderito alla campagna. 

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