Accarezza la testa al bimbo e dice alla madre «se non paghi ti ammazzo»

I carabinieri di San Giorgio arrestano un egiziano e un marocchino - falso e tentata estorsione - che hanno minacciato di morte due donne, parenti di un 46enne piacentino che aveva promesso di far avere patenti false ai due. Non vedendo i documenti, i due hanno perseguitato le donne per mesi

L’egiziano e il marocchino coinvolti nell’inchiesta sullo spaccio hanno fatto tremare di paura due donne, minacciandole più volte, facendosi trovare sui luoghi di lavoro e anche alla scuola dei loro figli. Questa scena deve aver fatto gelare il sangue nelle vene di una delle donne: un giorno, l’egiziano va alla scuola del figlio di una delle due e ripete le minacce, poi quando il bimbo si avvicina alla madre lui gli accarezza la testa e sibila alla donna «se non mi dai i soldi taglio la gola a qualche parente». Poi, se ne va. E’ uno dei terribili episodi vissuti dalle due commercianti - una di Podenzano e l’altra di Piacenza - parenti del piacentino 46enne che aveva promesso ai due immigrati di riuscire a far avere loro delle patenti. I documenti di guida sarebbero poi stati rivenduti dai due ai loro connazionali che non riuscivano a prendere la patente, perché non capivano la lingua e non riuscivano superare gli esami. L’egiziano, 34 anni, e il marocchino di 49 - entrambi residenti in provincia e con un lavoro - hanno diversi precedenti penali per lesioni, reati contro il patrimonio e violenza. I due sono stati arrestati, dopo la richiesta del sostituto procuratore Matteo Centini che ha coordinato l’indagine, e portati in carcere con le accuse di falso e tentata estorsione. Dopo che era andato a monte l’affare per le patenti taroccate, i due hanno ideato le minacce con le richieste di soldi all’uomo e, soprattutto, alle due parenti. Avvicinano così le due donne e dicono loro che il 46enne (anche lui denunciato per tentata estorsione) aveva dei debiti non saldati - per lavori eseguiti in precedenza - e che i due volevano il denaro. Con probabilità, nel prezzo erano compresi anche le patenti non consegnate e la fornitura di documenti per falsi permessi di soggiorno.

Iniziano così le “visite” nei negozi delle due. Spaventate dai toni crudi dei due africani, le donne si rivolgono ai carabinieri di San Giorgio, guidati da Marco Dubrovich. I militari avviano subito le verifiche e cominciano a indagare. Il periodo è tra la fine del 2017 e il 2018. Oltre all’episodio della scuola, in febbraio i due - che si alternavano nelle minacce alle due donne, di cui erano anche riusciti ad avere il numero del cellulare - tornano a mostrare presunti documenti che attesterebbero i lavori eseguiti e mai pagati. Il marocchino va dalle negoziante piacentina, l’egiziano da quella di Podenzano. Da una prima richiesta di 20mila euro, si scenderà poi a 6. Ma i due non vedranno un euro. A maggio un nuovo episodio. A Podenzano, la commerciante riceve pesanti minacce di morte e di rappresaglie verso la famiglia. La donna, nonostante la paura, non cede e non paga. L’egiziano le telefona e le intima che il debito è salito ora a 100mila euro. La donna resiste. L’egiziano, allora, si presenta in negozio con un falso documento che attesterebbe che una sua parente gli ha ceduto la casa della commerciante. Si arriva a ottobre - ma le indagini sono partite da mesi e i due sono seguiti in modo costante dagli investigatori - e la negoziante piacentina riceve minacce di morte nei confronti dei figli. Anche in questo caso nessuno paga, ma la preoccupazione è alle stelle. Intanto, si sta sviluppando anche l’inchiesta dei carabinieri di Bobbio che, casualmente, vengono a conoscenza della richiesta di patenti per gli immigrati. E i carabinieri di Bobbio contestano un episodio anche ai due africani e al piacentino accusandoli di falso e tentata estorsione.

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