Accoltellamento al Quartiere Roma: i tre sono spacciatori pregiudicati e già espulsi

E' verosimilmente maturato nell'ambiente dello spaccio il gravissimo episodio di violenza accaduto nella tarda mattinata del 17 maggio al Quartiere Roma. Uno di loro era anche drogato. Sequestrati un coltello e due lame di cutter

Una delle lame usate il 17 maggio dai tre

E' verosimilmente maturato nell'ambiente dello spaccio il gravissimo episodio di violenza accaduto nella tarda mattinata del 18 maggio al Quartiere Roma. Tre le persone arrestate per rissa aggravata nel giro di pochi minuti. Sono stati processati per direttissima, il processo rinviato per la richiesta degli avvocati dei termini a difesa e per loro il giudice ha disposto il carcere.  Si tratta di un marocchino di 37 anni, un tunisino di 32 e un algerino di 29, tutti pregiudicati per spaccio, irregolari e già espulsi ma ancora in Italia, e quindi denunciati anche per l'inottemperanza. Il tunisino e l'algerino sono stati bloccati in pochissimi secondi da una pattuglia della Polstrada, il marocchino è stato invece preso nella sua abitazione di via Moroni mentre stava cercando di lavarsi dal sangue: «Io non c'ero, ero in casa». Presentava alcuni lividi e piccoli tagli. A dare l'allarme alcuni passanti che hanno visto tre uomini fronteggiarsi armati di coltello tra via Scalabrini dove tutto avrebbe avuto inizio, via Capra e via Torricella. Immediatamente all'incrocio tra via Torricella e via Alberoni sono arrivate, in aiuto alla Polstrada, le volanti, la Polfer, la squadra mobile e i carabinieri del Radiomobile. Il tunisino e l'algerino erano pieni di sangue e presentavano diverse ferite da taglio al collo e al viso. Sotto alle auto in sosta sono stati trovati un coltello da cucina (dalla lama di 15-20 centimetri) e due lame di cutter. Sono stati soccorsi dai sanitari dell'auto medica del 118 e dai volontari della Croce Rossa e Croce Bianca: in pronto soccorso il tunisino ha rimediato una prognosi di 8 giorni, 21 invece l'algerino che è risultato anche essere drogato. Tutti e due avevano anche qualche costola rotta. Una volta dimessi e portati in questura, insieme al marocchino, hanno minimizzato l'accaduto - fanno sapere dalla questura - incolpandosi a vicenda e fornendo una versione dei fatti che contrasta fortemente con quanto visto e raccontato dai tanti testimoni. I tre, oltre a essere clandestini e spacciatori, abitano tutti nel quartiere e sono nullafacenti. Probabilmente la violenta lite poi degenerata nel sangue potrebbe aver avuto origine da alcuni dissidi tra i tre che si conoscevano. «Un intervento tempestivo e gestito con professionalità. Tutti e tre sono stati bloccati in poco tempo perché la polizia - fanno sapere da viale Malta - ha in atto da tempo un attento, quotidiano e meticoloso controllo del territorio, specialmente in questa zona». 

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