Adescava minorenni in chat, condanna esemplare: 9 anni e 6 mesi

Condannato in tribunale a Piacenza il piacentino di 35 anni imputato per aver chiesto ad alcune minorenni di spogliarsi in video chat in cambio di ricariche telefoniche. Il pm nella requisitoria aveva chiesto 7 anni

La polizia all'ingresso del tribunale di Piacenza

Nove anni e sei mesi di reclusione e una multa di 45mila euro. E' una condanna esemplare, senza precedenti a Piacenza, quella che questa mattina, 12 luglio, il collegio presieduto dal giudice Italo Ghitti, ha inflitto al piacentino di 35 anni che era imputato per produzione di spettacoli pornografici con utilizzo di minori: era accusato di aver chiesto a ragazzine minorenni di spogliarsi in video chat in cambio di qualche ricarica telefonica per il loro cellulare.Il pubblico ministero Emilio Pisante, nella sua requisitoria del 4 giugno scorso, aveva chiesto una pena di 7 anni, ma il collegio ha valutato diversamente, aumentando di altri due anni la condanna.

A pesare enormemente sul giudizio del collegio (a latere i giudici Elena Stoppini e Maurizio Boselli) sono state, oltre che le testimonianze, anche il grande lavoro di indagine svolto dalla polizia postale di Piacenza che aveva sequestrato una grande quantità di cd nell'abitazione del piacentino dopo che, nel 2007, la madre di una ragazza toscana di 15 anni aveva scoperto tutto e aveva sporto denuncia.L'avvocato della difesa, Lorenzo Cea del Foro di Piacenza (che aveva chiesto l'assoluzione per il suo cliente) ha ipotizzato il ricorso in Corte di appello solo dopo aver letto le motivazioni della sentenza che arriveranno entro 90 giorni. In tutto le ragazze coinvolte erano una decina, ma per la metà dei capi di imputazione il 35enne è stato assolto.

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Commenti (11)

  • Vanno bene 9 anni al maiale ma alle scrofette niente???

  • Una sentenza "esemplare" è sempre una sentenza ingiusta (per il malcapitato che ci va di mezzo). Comunque, se li rapportiamo a pene inflitte per altri delitti, 9 anni sembrano molti assai.Naturalmente però occorrerebbe conoscere meglio i fatti.

  • Sono assolutamente d'accordo con Lavinia

  • Non ci si vende e non ci si spoglia davanti alla webcam per uno sconosciuto, in cambio di una ricarica telefonica e nemmeno di altro. Questa è mercificazione sessuale consenziente. Le minorenni coinvolte dovrebbero vergognarsi a comportarsi come delle "zoc...." senza averne necessità: NON hanno alcuna etica, né alcun valore, visto che i genitori NON hanno saputo svolgere la loro funzione educativa. Questo NON giustifica affato il manigoldo (un pig amorale, laido, arido e corruttore), che merita di essere condannato al pari delle minorenni, che vanno rieducate e che non sono né santarelline, né tantomeno ingenue, o vittime inconsapevoli. La società e le famiglie in primis (a parte le eccezioni, che tali restano) si riflettono nel decadimento delle nuove generazione e dei figli. L'UNICO DISVALORE IMPERANTE E' IL DENARO. Inutile tentare di negarlo ed ora ne raccogliamo i frutti. Vedi pure vicenda del docente di informatica, che scambiava i voti alti con la disponibilità sessuale di alcune allieve. "Diamo a Cesare quel che è di Cesare"......

  • Ovviamente, per gli acculturati di questo sito, la colpa è principalmente delle minorenni. Questo modo di ragionare dovrebbe essere di per se già un reato.

  • Io dico che dove c'è un maiale c'è sempre una troia.

  • A Piacenza l'esemplarità delle condanne è a senso unico. Le minorenni si sono comportate per quello che sono ed andrebbero rieducate obbligatoriamente.

  • E per le ragazzine in omaggio una bella cintura di castità!!

    • non lo capita??

      • T'è scappata via un'H che nemmeno mia figlia di 6 anni avrebbe potuto tanto.

        • ho sbagliato prf !!!!!

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