Ricercato da anni per omicidio, si era rifatto una vita a Piacenza tra armi e chili di droga

I finanzieri della sezione mobile della Polizia Tributaria di Piacenza lo hanno scovato e arrestato a San Lazzaro. In manette un pericoloso criminale albanese. In casa chili di cocaina, armi ed elettrodomestici rubati. Nel 1997 aveva ucciso un connazionale a sangue freddo

Parte del materiale sequestrato e l'arrestato

Nel 1997 a Sesto San Giovanni (Milano) ha ucciso un uomo con tre colpi di pistola, poi ha bruciato il corpo. E' stato arrestato, processato e condannato a 15 anni dalla Procura generale di Milano ma da quando la pena era diventata definitiva, nel 2004, era latitante. Aveva scontato tre anni a Cremona e gliene rimanevano 12. Era accusato di omicidio, distruzione e occultamento di cadavere e sfruttamento della prostituzione.

L'efferato delitto era maturato nell'ambiente della prostituzione in Lombardia. Oggi, dopo 13 anni i finanzieri della sezione mobile della Polizia Tributaria di Piacenza lo hanno scovato e arrestato. In manette per una sfilza di reati è finito Altin Merhori, albanese di 42 anni che viveva nel nostro territorio sotto falso nome, non solo: lo straniero descritto dagli inquirenti come "un criminale di una certa caratura ed elevata pericolosità sociale", si era inserito nel tessuto criminale della nostra città. 

I finanzieri, una volta avuta la certezza della sua identità lo hanno bloccato durante un falso posto di controllo a San IMG_3455-2Lazzaro a bordo della sua Audi A4, quartiere dove vive con la sua fidanzata. Una volta portato in caserma ha capito di essere stato riconosciuto. Gli esami fotodattiloscopici hanno confermato la sua identità senza ombra di dubbio. Nella sua abitazione i militari hanno trovato, ben nascosti in un'intercapedine, due chili e mezzo di cocaina purissima e dieci chili di marijuana ( il valore della droga al dettaglio si aggira attorno ai 700mila euro), due pistole, tre caricatori e 150 cartucce, un taser, un telefono satellitare, cinque giubbini antiproiettili, soldi contanti, bilancini di precisione, passaporti, carte di identità, patenti di guida e certificati anagrafici falsi, cellulari e relative sim card, uno skimmer (strumento per leggere le carte di credito), quattro scatole di lidocaina cloridrato (potente anestetico presumibilmente utilizzato per narcotizzare le vittime di furti all’interno di abitazioni private) e presse per il confezionamento di panetti di cocaina. L'uomo, lavora per un'azienda di autotrasporti piacentina, e in un capannone di proprietà della ditta, i finanzieri hanno scoperto un vero e proprio deposito di merce rubata per circa 100mila euro:  elettrodomestici (lavatrici, asciugatrici, piani a gas), pneumatici e calzature di marca, tutti nuovi e di valore perfettamente imballati e palesemente rubati.

«La vicinanza con il Milanese ci espone a un rischio notevole, ma abbiamo forze dell'ordine che compiono ogni sforzo per vigiliare», ha dichiarato il procuratore capo, Salvatore Cappelleri nel corso della conferenza stampa alla caserma delle fiamme gialle piacentine. Gli ha fatto eco il sostituto procuratore Antonio Colonna: «Si tratta di un uomo pericolosissimo ben introdotto nell'ambiente criminale. Pensava Piacenza un luogo sicuro, si sbagliava». Con loro il colonnello Daniele Sanapo e il comandante del nucleo di polizia tributaria, il tenente colonnello Sergio Riolo Vinciguerra.  Il 42enne è stato portato alle Novate. Il proprietario della ditta che lo aveva assunto è stato denunciato per ricettazione. Le indagni dei finanzieri sono ancora in corso. 

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