Anziana maltrattata, processo a un’assistente della casa di riposo

Istituto Andreoli di Borgonovo. Una Oss accusata di maltrattamenti verso una 80enne che soffre di demenza. Una infermiera aveva segnalato la vicenda «ma poi mi hanno lasciato a casa». La difesa: «Nessun segno su quella donna»

Immagine di repertorio

Quando ha visto trattare in quel modo un’anziana affetta da demenza, non ci ha pensato due volte e ha segnalato il caso, anche se questo - a suo dire - le sarebbe poi costato il posto di lavoro perché non le è stato rinnovato il contratto. Ne è scaturita una denuncia che, alla fine, ha portato al processo nei confronti di una operatrice socio sanitaria in servizio all’istituto Andreoli di Borgonovo, nel novembre del 2016. La donna, difesa dall’avvocato Claudio Diani (Foro di Pavia), è accusata di maltrattamenti. 
Il processo nei suoi confronti si è aperto nei giorni scorsi, davanti al giudice Gianandrea Bussi e al pubblico ministero Monica Bubba. Come testimoni, sono state ascoltate tre persone, tra cui l’infermiera che aveva segnalato il fatto. 

LA RICOSTRUZIONE - Quest’ultima ha raccontato di essere impegnata nella distribuzione delle medicine per le terapie. Dalla stanza a fianco, secondo la teste, arrivavano urla. Lei esce dalla stanza e vede l’anziana, una 80enne affetta da demenza, spinta fuori. La porta si chiude con forza. L’anziana rientra e, secondo il racconto, vede l’operatrice che tira una brocca di plastica in faccia all’80enne, continuando a urlare. L’infermiera ha detto che non era la prima volta che quell’assistente alzava la voce con gli ospiti, e anche con le colleghe, usando anche termini scurrili. L’assistente si accorge si essere stata vista, si avvicina all’infermiera e dice: «La prossima volta gliene dò di più». L’infermiera si avvicina all’anziana e nota che è spaventata e che è un po’ arrossata in viso. Un medico la visita e l’80enne avrebbe detto di essere stata picchiata. La donna, a causa della grave malattia, aveva a volte un comportamento aggressivo e qualche volta prendeva il cibo dal carrello. L’infermiera ha detto di aver saputo che era anche stata picchiata da un parente. 
Il difensore della Oss ha chiesto se l’infermiera avesse mai denunciato per mobbing quella donna e lei ha risposto no. Inoltre, l’avvocato Diani ha sottolineato come dai documenti medici non risultino arrossamenti sul volto dell’anziana. «All’inizio - ha affermato l’infermiera - l’istituto mi ha ringraziato, ma poi mi hanno lasciato a casa».

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