Assolto l'ex ad della "Cronaca": «Vicenda oggi sgonfiata, persi due giornali che garantivano pluralismo»

Contributi pubblici all'editoria: Massimo Boselli Botturi, arrestato nel 2010 per truffa ai danni dello Stato, è stato assolto con formula piena dalla Corte di Appello di Brescia "per non aver commesso il fatto"

La ex redazione del quotidiano Cronaca in via Chiapponi

Massimo Boselli Botturi, ex amministratore delegato del quotidiano La Cronaca, è stato assolto dalla Corte di Appello di Brescia mercoledì 24 settembre. Arrestato nel dicembre del 2010 dalla Guardia di Finanza di Cremona, in primo grado era stato condannato a 2 anni e 6 mesi, ma il pronunciamento di secondo grado ribalta completamente quella sentenza visto che il giudice lo ha assolto con formula piena “per non aver commesso il fatto”. Addirittura la stessa Procura generale ha chiesto l’assoluzione ad inizio dibattimento per l’imputato.

Massimo Boselli Botturi era stato condannato in primo grado per avere percepito illecitamente oltre 5 milioni di contributi pubblici. Denaro che serviva per la realizzazione delle edizioni di Cremona e di Piacenza del quotidiano La Cronaca, editi rispettivamente dalle cooperative Nuova Informazione e Sep. L’accusa era di truffa ai danni dello Stato relativamente agli anni 2006-2007.

Già dopo oltre un anno di indagini sul caso del quotidiano La Cronaca di Piacenza e Cremona, il sostituto procuratore Francesco Messina aveva però già chiesto l’archiviazione per tutti e sette i soci che erano stati indagati dopo il blitz della Guardia di finanza della città del Torrazzo. Dunque, già al termine delle indagini preliminari, era stata drasticamente e profondamente ridimensionata, direttamente dal pubblico ministero, un’indagine delle fiamme gialle che all’epoca ave creato scalpore, ma che evidentemente aveva molto poco fondamento. E la sentenza di piena assoluzione in secondo grado per l’ex ad starebbe a confermarlo.

Massimo Boselli ha incontrato la stampa nello studio del suo avvocato Fabrizio Vappina. Come riporta il sito CremonaOggi, ha escluso che i due giornali possano ripartire («ormai il danno è fatto e questo danno non si ripaga» ha dichiarato), auspicando «che lo Stato finalmente possa scongelare i fondi che servirebbero a ripagare situazioni debitorie e stipendi arretrati».
«Una vicenda che oggi si è finalmente sgonfiata - ha concluso Boselli Botturi - ma che ha portato alla morte di due voci che a Cremona e a Piacenza garantivano un pluralismo democratico».

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Commenti (2)

  • Fatto sta che sbattere in galera gente per reati ancora tutti da dimostrare e' (salvo casi gravissimi) una barbarie. Barbarie che mai nessuno paga e che nessuno vuole correggere con leggi più civili.

  • Ma chissà' come mai? Perché' il pluralismo esiste a Piacenza? A quelli che osano ancora esercitarlo anche attraverso i commenti dei lettori viene in qualche modo fatto capire che è' meglio tagliare i commenti più' sarcastici. Quindi posso solo che ringraziare e complimentarmi con quelle testate che hanno il coraggio di lasciar esprimere ed esprimere loro stesse le voci fuori dal coro (per non dire del branco).

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