Falso testamento, condannato un avvocato

Due anni e 6 mesi per il piacentino Michele Morenghi (Foro di Milano). La procura aveva chiesto 2 anni e 4 mesi. La vicenda vede coinvolte, in un altro processo, la sorella e la convivente di un assicuratore. L’uomo aveva avuto una relazione con una donna, da cui era nata una figlia che sarebbe stata l’erede di un ricco patrimonio

E’ stato condannato a due anni e sei mesi l’avvocato piacentino Michele Morenghi (Foro di Milano), accusato di falso in testamento. La sentenza è stata emessa, il 2 novembre, dal giudice Fiammetta Modica che ha accolto, aumentandola, la richiesta di condanna del pm Roberto Fontana, che, il 27 marzo di quest’anno, era stata di due anni e 4 mesi. In aula il pm Antonio Rubino e gli avvocati di parte civile, Giuseppe Dametti ed Emanuele Solari. I due legali assistono la madre della bimba che avrebbe ricevuto parte dell’eredità. Il processo si è svolto con il rito abbreviato.
Secondo le accuse, Morenghi avrebbe organizzato la creazione del falso testamento di Fausto Orcesi, un assicuratore morto il 7 maggio 2013. L’atto, secondo il pm Fontana - che aveva delegato le indagini ai carabinieri del Nucleo investigativo - sarebbe stato preparato dalla sorella di Orcesi, Ivana e da Anna Bruno compagna dell’assicuratore. Anche le due donne sono coinvolte in un altro processo e per entrambe la procura ha chiesto la condanna a tre anni e mezzo di reclusione. Prima della sentenza, però, è stata disposta una nuova perizia grafica sul testo scritto da Orcesi per stabilire di chi sia la mano che ha redatto il testamento. Una prima perizia aveva stabilito che la scrittura sarebbe stata quella della sorella.
Orcesi aveva avuto una figlia, nata da una relazione con una donna romena. La bambina sarebbe così diventata l’erede di un ricco patrimonio. Partendo da qui, la procura aveva avviato un’inchiesta su quel testamento.
Il 5 maggio era stato preparato il testamento, due giorni prima della morte (e pubblicato dal notaio Amedeo Fantigrossi il 15 maggio), dove la sorella era indicata come erede di un milione di euro. L’atto aveva disposto che 850mila euro andassero al “fraterno amico avvocato Michele Morenghi”, che era stato nominato esecutore testamentario. Alla Bruno, infine, Orcesi aveva lasciato immobili e altri beni. Un testamento che, secondo le accuse, avrebbe messo a rischio l’eredità della bimba che sarebbe nata di lì a poco.

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