Bimbo morto durante un battesimo, rinviato a giudizio il presidente della coop di Mortizza

E' stato rinviato a giudizio con l'accusa di omicidio colposo Giuseppe Dosi, presidente della Cooperativa Mortizza dove il 17 luglio morì a cinque anni Mauricio Thiago Vera Calle durante i festeggiamenti per un battesimo

Il luogo della tragedia

E' stato rinviato a giudizio con l'accusa di omicidio colposo il 58enne Giuseppe Dosi, presidente della Cooperativa Mortizza dove il 17 luglio 2016  morì a cinque anni Mauricio Thiago Vera Calle durante i festeggiamenti per un battesimo. Il piccolo sarebbe caduto a terra privo di conoscenza sulle scale che conducono ai bagni dell'area. Si ipotizzava una morte per folgorazione.  Per la procura, il presidente non avrebbe garantito le necessarie misure di sicurezza per assicurare l’incolumità di chi frequentava quell’area. Le indagini erano state condotte dalla squadra mobile coordinata dal sostituto procuratore Roberto Fontana.  L'esame autoptico, svolto dal medico legale di Parma Edda Guareschi, interno ed esterno non aveva evidenziato la presenza di segni riconducibili a una morte per elettrocuzione quanto invece la morte per arresto cardiaco, e come tale forse compatibile con molteplici cause. Per queste ragioni, il legale di Dosi, Alessandra Salvadè, ha deciso di andare a giudizio ordinario, senza ricorrere a riti alternativi. I genitori e alcuni parenti del piccolo si sono costituti parte civile con l'avvocato Vittorio Benussi. Non sono escluse altre perizie. Il pm in aula dovrà dimostrare il nesso tra la dispersione di corrente e la conseguente scarica elettrica e la morte del piccolo. 

La difesa aveva già nominato i consulenti tecnici che avevano partecipato all’autopsia e alla verifica sulla struttura. «Quella parte - aveva affermato l’avvocato Salvadè - comunque non si sarebbe dovuta utilizzare. Quei bagni erano inagibili ed erano anche stati segnalati con del nastro e la corrente era stata tolta. Qualcuno, però, prese una scala, la posizionò sulla struttura e riattaccò l’energia elettrica». Fin da subito, le indagini della polizia, delegata dalla procura, ipotizzarono che qualcuno fosse intervenuto per cercare di riparare il guasto relativo a una dispersione di corrente. Il giorno stesso della morte del bimbo, gli agenti della scientifica, della squadra mobile, i vigili del fuoco con un ingegnere elettrotecnico di Cremona, avevano eseguito una serie di accertamenti nell'area, subito sequestrata, a fianco del campo sportivo. Anche una ragazzina di 12 anni, quella notte, fu trasportata al pronto soccorso: si era sentita male dopo aver visto il suo amichetto a terra e, inoltre, avrebbe anche ricevuto una scossa senza, per fortuna, riportare ferite gravi. La morte di Mauricio provocò un vasto sentimento di cordoglio non solo nella comunità ecuadoriana, ma anche tra i piacentini che lo conoscevano.

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