
Da snx, il tenente Lo franco e il maresciallo Scialpi
Aveva guadagnato la possibilità di scontare gli anni rimanenti di pena - fino a giugno 2013 - in una comunità di recupero per tossicodipendenti nel Bergamasco. Ma lui,
Antonio Gernone, 44enne di Andria ma residente a Ziano, si è allontanato arbitrariamente. Non una vera e propria fuga; è stato lui stesso a consegnarsi ai carabinieri di Borgonovo dopo qualche giorno di "latitanza".
Ora si trova alle Novate, dopo aver perso i benefit dettati dalla misura alternativa alla detenzione. Rimarrà fino al 2013 in carcere, dove concluderà la sua pena di 13 anni e 28 giorni per omicidio volontario. La sua storia, dieci anni fa, fece scalpore.
| | Uccise un conoscente sparandogli in volto da poca distanza. Indosso aveva ancora schizzi di sangue e pezzi di cranio | |
Dopo una violeta lite con un conoscente, anch'egli tossicodipendente, gli sparò in viso un colpo d'arma da fuoco. Erano a Nibbiano. S'appellò alla legittima difesa - disse di aver tolto di mano all'amico la pistola - ma ciò non gli evitò la condanna per omicidio volontario.
Dopo la tragedia, bruciò l'auto sulla quale aveva sparato al coetaneo, e in quel frangente si ustionò gravemente al viso. Tra le altre cose, si ricorda, entrò in un bar ancora sporco di sangue del coetano, data la deflagrazione che "spappolò" il cranio della vittima. Si nascose per due giorni, ma venne braccato e arrestato. Nel corso del decennio ha girato diverse carceri, fino alla misura alternativa - perduta - in una comunità di recupero.
Nihil sub sole novum......
.....niente di nuovo sotto il sole......
bravi
si si bravi, date solo 13 anni di galera ad una una persona colpevole di omicio a sangue freddo e poi fategli fare gli ultimi 3 anni in comunità....