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«Dacci i soldi o sono botte», 16enne minacciato dai bulli a scuola

I carabinieri hanno denunciato un marocchino di 15 anni e un 16enne piacentino per tentata estorsione e furto. All'uscita di scuola avrebbero più volte minacciato un compagno

Redazione 29 giugno 2012
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«Dacci i soldi o sono botte». E' questo il tenore delle minacce che uno studente piacentino di 16 anni ha raccontato di aver subito diverse volte, all'uscita di scuola, e in un caso di essere anche stato derubato di 20 euro che aveva nel portafogli. I carabinieri, al termine delle indagini, hanno denunciato due minorenni per tentata estorsione e furto. Si tratta di un piacentino di 16 anni e di un marocchino 15enne. Quest'ultimo era già finito nei guai alla fine di maggio per spaccio di stupefacenti.

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Proprio partendo dall'episodio di spaccio, i militari dell'Aliquota operativa di Piacenza sono poi risaliti ai tentativi di estorsione avvenuti in ambito scolastico, visto che i denunciati e la vittima frequentano lo stesso istituto superiore in centro città. Grazie anche alla deposizione resa dal 16enne piacentino, hanno scoperto che il ragazzino, fuori dalla scuola, in più di un'occasione sarebbe stato minacciato dai due bulli che volevano del denaro. In un episodio sarebbero arrivati a strappargli il denaro dopo avergli ordinato di mostrare loro il portafogli. I due sono stati denunciati alla procura dei Minori di Bologna.

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2 Commenti

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  • Avatar di la bortellina

    la bortellina beh non c'è dubbio che certi fenomeni vadano affrontati, discussi e trovata una soluzione; ma una cosa la devo dire; E' UTILE che i nostri figli IMPARINO a difendersi da soli!! A scuola le abbiamo date e prese un pò tutti (serve per formarti anche nel carattere) Bisogna reagire!! p.s. certo che tra professori pedofili con l'attrezzatura sempre sull'attenti, e baby-gang di ciarlatani unita alla riforma gelmini, prevedo x mia figlia un 'sereno e tranquillo' ciclo di studi... Grazie a chi sempre permette che tutto ciò possa succedere!!

    il 29 giugno del 2012
    • Avatar di Lavinia Rossi

      Lavinia Rossi Il professore, che dovrebbe essere radiato a vita dall'albo professionale e dal servizio, NON è un pedofilo e nemmeno un pedomane, semmai è un pederasta ed un molestatore: cerchiamo di avere ben chiari i significati. Tale vergognosa vicenda si è comunque alimentata grazie all'omertà  singola e collettiva e grazie alla mancanza di valori e di educazione di certe "vittime", della cui moralità preferisco tacere, per non sproloquiare. E le care "mammine", sempre pronte a contestare i docenti, coma mai sono rimaste MUTE, TUTTE, in TUTTI questi anni? Come mai? E le Istituzioni, perché sono state sorde e cieche, così a lungo? Perché? E NON aggiungo altro....  

      il 30 giugno del 2012