Fuga di monossido nella casa dei richiedenti asilo, grave uno degli ospiti

Vigili del fuoco, 118 e carabinieri sono intervenuti nella struttura che accoglie i profughi a Cadeo. Nella notte si è sprigionato il gas inodore nell'abitazione e uno degli ospiti è stato trasportato nella camera iperbarica a Fidenza

I soccorritori sul posto (foto Leonardo Trespidi)

Un nigeriano di vent'anni, ospite della casa gestita dalla cooperativa Cefal e che accoglie richiedenti asilo a Cadeo, è stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Fidenza, dopo aver inalato del gas nel sonno. Si tratta quasi certamente di monossido che, probabilmente a causa di un guasto, si è sprigionato nella palazzina dove vive insieme ad altri undici connazionali. Ora si trova nella camera iperbarica a Vaio.

Ad accorgersi della fuga di monossido dall’impianto della casa sarebbe stato uno degli inquilini che avrebbe svegliato tutti gli altri facendoli uscire in fretta all’esterno della palazzina. Uno di loro stava dormendo nella stanza in cui è collocata la caldaia e pare sia stato ritrovato non cosciente nel letto. E' stato richiesto l’intervento del 118 e nella casina sulla via Emilia a Cadeo sono arrivate l’ambulanza della Croce Rossa e le automediche da Roveleto e Fidenza. Sono intervenuti anche i vigili del fuoco di Fiorenzuola che hanno provveduto ad individuare la perdita e a bloccare la fuoriuscita di gas prima che gli ambienti diventassero completamenti saturi della sostanza. Dopodiché sono potuti entrare i sanitari per prestare i primi soccorsi all’uomo, trasportato in codice rosso, in gravi condizioni, nella camera iperbarica dell’ospedale di Fidenza, reparto dedicato al trattamento delle vie aeree in seguito all’intossicazione di gas e sostanze nocive. I coinquilini dell’uomo stanno bene e nessuno di loro ha necessitato delle cure dei medici.

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Sul posto sono arrivati anche i carabinieri del Norm e della Stazione di Fiorenzuola, oltre ai tecnici dell’Ausl, i responsabili della cooperativa che gestisce la struttura e il sindaco di Cadeo Marco Bricconi. «Mi sono messo in contatto con il gestore dal quale sono venuto a sapere che solo qualche settimana fa, a dicembre, era stato fatto il regolare collaudo alla caldaia. Ora le autorità competenti accerteranno la causa di quanto accaduto» - ha detto. Nel frattempo i vigili del fuoco hanno sigillato la caldaia, dalla quale sarebbe fuoriuscito il gas. L'abitazione è suddivisa in due parti e dotata di un'altra caldaia - spiega il sindaco -. Già da domani partiranno le operazioni di ripristino dell'impianto da parte degli addetti della cooperativa, mentre nelle prossime ore gli ospiti soggiorneranno nelle altre stanze usufruendo del secondo impianto di riscaldamento». Del caso si è interessata subito anche la Prefettura.

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