Calci ai poliziotti e insulti al giudice, tensione in tribunale durante il processo dei tre spacciatori

Ha preso a calci i poliziotti e insultato il giudice. Tensione in tribunale durante il processo per direttissima dei tre nordafricani arrestati per rissa aggravata per l'accoltellamento avvenuto il 17 maggio al Quartiere Roma

Uno dei tre arrestati mentre fornisce la sua versione alla polizia poco dopo l'accoltellamento

Calci ai poliziotti e insulti al giudice. Tensione in tribunale durante il processo per direttissima dei tre nordafricani arrestati per rissa aggravata e lesioni per l'accoltellamento avvenuto il 17 maggio al Quartiere Roma. Tutti e tre durante il pomeriggio avevano fornito ai poliziotti versioni contrastanti e si erano incolpati a vicenda, minimizzando anche quanto accaduto. In tribunale, dopo la notte passata nelle celle di sicurezza di viale Malta, il tunisino, ha cercato di aggredire l'algerino e ha colpito con alcuni calci i poliziotti, prima in aula sono volati insulti tra loro, poi dalle parole ha cercato di passare alle vie di fatto, e per farlo doveva colpire gli agenti. Per tutto il processo, nonostante avessero le manette i due hanno discusso, urlato e hanno cercato di venire alle mani. Alla fine, dopo la sentenza, il tunisino ha insultato il giudice Laura Pietrasanta inveendo anche contro la giustizia italiana.  Per questo episodio e per la resistenza agli agenti la sua posizione è al vaglio.  Il giudice ha disposto la custodia cautelare in carcere, il processo è stato rinviato per la richiesta dei legali Paolo Lentini e Alida Liardo e Giovanflora Marifoglou dei termini a difesa. La lite degenerata in accoltellamento è verosimilmente maturata nell'ambiente dello spaccio, anche se ancora i contorni non sono chiari. L'algerino e il tunisino sono stati bloccati immediatamente in via Torricella e poi portati in ospedale, il marocchino è stato bloccato nella sua abitazione in via Moroni mentre cercava di lavarsi dal sangue. Sono tutti e tre pregiudicati per spaccio, clandestini  e già espulsi ma non avevano ovviamente mai ottemperato al decreto, e continuavano a vivere a Piacenza.   A dare l'allarme nella tarda mattinata del 17 maggio alcuni passanti che avevano visto tre uomini fronteggiarsi armati di coltello tra via Scalabrini dove tutto ha avuto inizio, via Capra e via Torricella. Immediatamente all'incrocio tra via Torricella e via Alberoni sono arrivate, in aiuto alla Polstrada arrivata per prima, le volanti, la Polfer, la squadra mobile e i carabinieri del Radiomobile. Il tunisino e l'algerino erano pieni di sangue e presentavano diverse ferite da taglio al collo e al viso. Sotto alle auto in sosta sono stati trovati un coltello da cucina (dalla lama di 15-20 centimetri) e due lame di cutter. Sono stati soccorsi dai sanitari dell'auto medica del 118 e dai volontari della Croce Rossa e Croce Bianca: in pronto soccorso il tunisino ha rimediato una prognosi di 8 giorni, 21 invece l'algerino che è risultato anche essere drogato. Tutti e due avevano anche qualche costola rotta. 

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