Viveva e lavorava in città l'aggressore del carabiniere. In casa la bandiera del Si Cobas

Arrestati da carabinieri e polizia due degli autori materiali del pestaggio del militare. Chi lo ha avrebbe colpito con lo scudo è un egiziano di Belgioioso che però viveva e lavorava a Piacenza: perquisita un'abitazione in via Torricella, chi gli avrebbe fatto lo sgambetto sarebbe un cuoco di Bussoleno (Torino). Si trovano in carcere

L'egiziano arrestato da polizia e carabinieri (Foto Gatti)

È un 23 enne egiziano di Belgioioso e appartenente al sindacato Si Cobas Lodi-Pavia il manifestante che sabato 10 febbraio in via Sant'Antonino avrebbe picchiato, come ripreso dalle immagini del video, insieme ad altre persone, il brigadiere capo Luca Belvedere in forze al quinto Battaglione Carabinieri di Bologna. Lo straniero lo avrebbe colpito ripetutamente con lo scudo d'ordinanza quando era già a terra. Si chiama Moustafa Elshennawi e lavorerebbe in un'azienda di logistica nel Piacentino e avrebbe il domicilio in un appartamento in via Torricella. Ora si trova alle Novate dopo l'esecuzione di ordinanza cautelare emessa dal tribunale di Piacenza e richiesta dalla procura. E' accusato di rapina (avrebbero fatto sparire il manganello), violenza e minaccia a pubblico ufficiale, violenza privata e lesioni aggravate in concorso. Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore Roberto Fontana e condotte dai carabinieri del Nucleo Informativo e dai poliziotti della Digos.

GLI ARRESTATI - Le indagini si sono focalizzate in particolare sul grave pestaggio del carabiniere: una linea selettiva, quella della Procura, mirata a ottenere le misure cautelari su chi effettivamente ha preso parte all'aggressione del brigadiere, ovvero chi lo ha fatto cadere, chi lo preso a calci e chi lo ha colpito con il suo stesso scudo. Con le stesse accuse è stato arrestato a Bussoleno (Torino) Giorgio Battagliolia. E' stato fermato dalla polizia nel ristorante dove lavora come cuoco. Sarebbe lui invece ad avere colpito più volte i carabinieri con l'asta di una bandiera durante le fasi concitate della manifestazione in via Sant'Antonino e sempre lui avrebbe fatto lo sgambetto al brigadiere capo facendo cadere a terra. Si stringe il cerchio attorno ad un terzo uomo, altro autore materiale del brutale pestaggio. 

ostuni scattarretico-2Carabinieri e polizia di Piacenza hanno lavorato fianco a fianco dal pomeriggio degli scontri anche con i colleghi di Torino e Bologna. Il corteo contro l'apertura di CasaPound, organizzato dal collettivo piacentino ControTendenza, ha visto la partecipazione di circa cinquecento persone tra esponenti di centri sociali del Nord Italia e da una folta rappresentanza del Si Cobas ed è degenerato prima in via Landi e poi definitivamente in via Sant'Antonino. I carabinieri del Nucleo Informativo e i poliziotti della Digos di Piacenza hanno raggiunto Moustafa Elshennawi nella sua abitazione nel Pavese e lo hanno portato nella serata del 15 febbraio al Comando provinciale dell'Arma e poi in Questura per tutti gli accertamenti. L'egiziano da sabato aveva fatto perdere le proprie tracce, ma alla fine è stato trovato e arrestato. Le forze dell'ordine hanno anche perquisito un appartamento in via Torricella dove l'uomo aveva il domicilio: all'interno sono state trovate le bandiere del sindacato Si Cobas. Fondamentali nelle indagini i video e le immagini dei media e della scientifica.

Presenti all'arrivo dell'egiziano a Piacenza anche il comandante provinciale dei carabinieri Corrado Scattarretico e il questore Pietro Ostuni che hanno commentato: «Siamo soddisfatti del risultato ottenuto in piena sinergia. Era una cosa che dovevamo fare a tutti i costi». La posizione dell'egiziano è sicuramente una delle più gravi insieme a quella di alcuni degli undici indagati per quegli episodi. Le indagini non sono concluse: la posizione di altre sette persone è ancora al vaglio per il pestaggio del carabiniere, mentre due organizzatori sono già stati denunciati per istigazione a delinquere e per la violazione dell'articolo 18 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, ovvero la violazione delle prescrizioni dell'autorità di pubblica sicurezza in merito al corteo.  Il brigadiere era stato soccorso da alcuni esponenti di Forza Nuova e di Fratelli d'Italia presenti in largo Battisti e dagli agenti di polizia municipale che lo hanno accompagnato in pronto soccorso. Nella giornata del 13 febbraio è stato operato al Centro Traumatologico Ortopedico (Cto) dell'ospedale fiorentino di Careggi. Sta bene e si rimetterà nel giro di qualche tempo. 

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