«Chi indossa una divisa e opera su strada ha il diritto di avere tutti gli strumenti possibili»

Dopo l’approvazione del taser in Consiglio, i sindacati Sulpl e Csa replicano al consigliere Saccardi: «Ingiusto ridicolizzare e sminuire la dotazione degli strumenti di difesa da parte della Polizia Locale»

Nella seduta del 22 luglio il Consiglio comunale di Piacenza ha approvato quasi all’unanimità (unici astenuti Sergio Dagnino del Movimento 5 Stelle e Gianluca Bariola de La Piacenza del futuro) l’introduzione della sperimentazione dei taser in dotazione alla Polizia Locale. «Iniziamo col dire – intervengono a qualche ora di distanza dal voto in aula i sindacati Sulpl e Csa - che abbiamo apprezzato moltissimo l’approvazione in Consiglio Comunale, alla quasi unanimità, della dotazione del Taser alla Polizia Locale in via sperimentale, avendone compreso la funzione di strumento di autotutela, che al pari degli altri è un deterrente per i malintenzionati e può in taluni casi scongiurare l’uso dell’arma da fuoco o comunque la colluttazione. Le Segreterie Sulpl e Csa, al di là delle alquanto risibili elucubrazioni del consigliere Saccardi, ringraziano il Consiglio, compresi i Consiglieri che pur avendo opinioni diverse non hanno votato contro ma si sono astenuti, non ostacolando la sperimentazione del Taser a Piacenza, per noi è un segnale importante».

«L’unica voce fuori dal coro e veramente inopportuna è stata appunto quella del consigliere Mauro Saccardi (Gruppo Misto). Nell’esprimersi ha dimostrato una palese ignoranza in materia. Lo invitiamo a documentarsi sulla legislazione vigente in materia di Polizia Locale. Noi non ci permettiamo di entrare nel merito di lavori altrui di cui ignoriamo le competenze e la normativa, invitiamo il consigliere a fare lo stesso. L’aver evidenziato che gli strumenti in dotazione sono stati usati raramente negli anni, dimostra che il consigliere non ha compreso che questo per noi è solo un vanto, indice di professionalità e di capacità empatiche degli agenti che hanno saputo evitare l’utilizzo degli strumenti; questo tuttavia non significa che è inutile dotarne gli agenti. A seconda della tipologia di intervento si valuta in una frazione di secondi quale, tra gli strumenti di autotutela in dotazione, è più opportuno utilizzare per fare e farsi il meno male possibile. Chi indossa una divisa e opera su strada ha il sacrosanto diritto di essere dotato di tutti gli strumenti possibili, per difendere i cittadini e cercare di portare la propria pelle a casa.  Proprio poche settimana fa nei tranquilli orti di via Degani un nostro collega ha dovuto utilizzare lo spray urticante e così ha potuto evitare il peggio. Se non ne fosse stato dotato, magari ne sarebbe nata una violenta colluttazione o altro. Il consigliere Saccardi ignora inoltre che dal 1986 il vigile urbano è deceduto. Le nostre qualifiche sono le medesime delle forze Mauro Saccardi-6-2dell’ordine ad ordinamento statale e siamo forza di polizia a tutti gli effetti, per quanto riguarda i doveri, non ancora per i diritti, ma l’attuale Governo ci sta lavorando. In tutta sincerità riteniamo grave che un consigliere eletto dai cittadini, che occupa una poltrona del maggior consesso della città, quale è il Consiglio Comunale, non dia alcun contributo positivo e circostanziato in tema di sicurezza e Polizia Locale, ma si limiti a proferire delle inaudite castronerie. Il consigliere Saccardi, ha perso una buona occasione per tacere. Anziché sminuire e ridicolizzare la Polizia Locale di Piacenza dovrebbe documentarsi sul suo operato, in tutti i settori e attività, compreso quello da lui citato di abusivi e accattoni. Si ricrederebbe. Comunque vogliamo rassicurarlo, se mai dovesse aver bisogno di noi, ci presenteremo da lui solo con il blocchetto bianco e rosa per difenderlo, prima di arrivare depositeremo in comando l’arma e tutti gli strumenti di autotutela, taser compreso».

«Al resto ci penserà il consigliere, visto che a quanto pare ha la preparazione tattica di un marines. E sulla scorta del suo ragionamento gli chiediamo, ironicamente, perché allora dotare di armi i carabinieri di Zerba, nota frazione di Piacenza con 100 abitanti, quindi presumibilmente tranquilla? Proprio lui che nel 2016 è stato vittima di una rapina in pieno centro, dovrebbe sapere bene quanto è importante avere operatori preparati e armati sul territorio. In conclusione, ridicolizzare e sminuire la dotazione degli strumenti di difesa, vuol dire ridicolizzare e sminuire il sacrificio dei Colleghi che sono morti o rimasti gravemente feriti nell’adempimento del Dovere. Ricordiamo che in quanto a morti e feriti la Polizia Locale è al terzo posto nella macabra classifica. Ricordando che del senno di poi son piene le fosse…».

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