Colpo al furgone blindato, condannato a 12 anni l’organizzatore

Assalto al Mercatone Uno, l’uomo dovrà risarcire con 250mila euro la guardia giurata che rimase gravemente ferita dopo che gli era stato sparato alla schiena. Assolto, invece, un altro imputato. La difesa: «Non ci sono prove né testimoni, solo indizi»

La rapina al Mercatone Uno, nell'altra foto l'avvocato Alessandro Bacchetta

Per la procura erano gli organizzatori della sanguinosa rapina al Mercatone Uno, il 22 aprile 2016, che ferì gravemente una guardia giurata. Uno di loro è stato condannato e uno assolto dai giudici del collegio presieduto da Stefania Di Rienzo, a latere Fiammetta Modica e Ivan Borasi. Entrambi erano accusati di tentato omicidio e rapina.

Il pm Antonio Colonna aveva chiesto la condanna a 16 anni per Massimiliano Zuncheddu, ma il giudice ha ridotto la pena a 12 anni. Assolto, invece, “per non aver commesso il fatto” Gabriele Giacomo Manzo, difeso dall’avvocato Robert Ranieli, di Milano. I giudici, inoltre, hanno condannato Zuncheddu all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e disposto una provvisionale (un risarcimento) di 250mila euro per la guardia giurata che rimase ferita da un colpo di pistola durante il tentativo di assalto al portavalori.

Il difensore di Zuncheddu, l’avvocato Beatrice Saldarini (Foro di Milano) ha preannunciato il ricorso in appello dopo che saranno rese note le motivazioni. Nell’arringa della scorsa settimana, l’avvocato aveva chiesto l’assoluzione di Zuncheddu (detenuto a Pavia) perché il processo indiziario si basava solo su ipotesi. Nessuna prova, nessun testimone, che Zuncheddu fosse responsabile, ma solo tabulati di cellulari e dati tecnici - che provano solo che lui e Manzo erano insieme - a cui sono state date delle interpretazioni, aveva detto in aula il legale. Nella sparatoria rimase gravemente ferito, colpito alla schiena, ed è tuttora invalido, il 46enne Giuseppe Vigorito, all’epoca guardia giurata della Securpol. Vigorito si era costituito parte civile con l’avvocato Alessandro Bacchetta: «Siamo soddisfatti per la condanna e perché a Vigorito è stato riconosciuto un risarcimento». Nel maggio dello scorso anno, vennero condannati i due uomini accusati di concorso in tentato omicidio: Orazio Musicò, 46 anni (ritenuto responsabile di aver sparato), e Luciano Caminneci, 44.

I carabinieri di Piacenza arrestarono Zuncheddu a ottobre, sei mesi dopo la rapina, ritenendolo il mandante.  Secondo gli inquirenti, e secondo la requisitoria del pubblico ministero, Zuncheddu è stato il basista, che avrebbe conosciuto gli orari e gli spostamenti del furgone blindato di Securpol e che avrebbe assoldato i due pregiudicati per compiere la rapina. A lui i militari erano arrivati grazie a scrupolose indagini: i video delle telecamere, i tabulati telefonici  e le testimonianze preziose dei residenti hanno collocato il 45enne sul luogo della rapina il 22 aprile e nei giorni precedenti durante i quali a bordo della sua auto, una Mercedes Classe A nera, avrebbe compiuto alcuni sopralluoghi. Secondo le accuse, Zuncheddu avrebbe portato i due complici in auto allo scooter (risultato rubato e posizionato nelle ore precedenti vicino al Mercatone) usato per portarsi nel piazzale del grande magazzino. Dopo il colpo, che andò male, l’uomo avrebbe recuperato Musicò nelle campagne di Rottofreno e i due sarebbero scappati.

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