Sarmato, i cattivi odori al compostaggio di Berlasco erano dovuti a un “cambio filtri”

I cittadini si erano più volte lamentati dei cattivi odori nelle vasche di compostaggio. Ieri il sopralluogo della Provincia: hanno cambiato il materiale dei biofiltri. La promessa dell'azienda: "In due settimane, odori dimezzati"

Con il caldo era doppiamente insopportabile, per i cittadini che abitano nei pressi della stazione di compostaggio di Berlasco, nel comune di Sarmato. I cattivi odori, oltre ad attirare le ire dei piacentini, hanno obbligato la Provincia a fare un sopralluogo nell'impianto e, finalmente, a chiarire il problema.

 

Maserati e Allegri

I vertici dell'azienda, infatti, hanno spiegato all'assessore all'ambiente Davide Allegri che i cattivi odori erano dovuti al cambio del materiale contenuto nei due biofiltri e al conseguente funzionamento alternato di uno dei due. Una operazione, ha detto il titolare Paolo Maserati "fatta su spinta di Arpa e della Provincia". Nelle prossime due settimane però, quando le due vasche entreranno di nuovo a regime, i cattivi odori saranno dimezzati. Pazienza dunque, per chi abita nelle vicinanze.


L'impianto, in funzione da marzo 2009, movimenta annualmente 50mila tonnellate di rifiuti organici per una produzione annua media di circa 15mila tonnellate di compost, utilizzato come fertilizzante in agricoltura e dà lavoro a sette operai e tre impiegati. Tecnicamente il biofiltro è una vasca da 500metri quadrati (a Berlasco sono due) che, grazie a uno strato di due metri, composto da fibre di cocco e trucioli di legno, consente la formazione di una flora batterica che abbatte le decine di sostanze odorigene che si formano nei processi di fermentazione del materiale lavorato (amido, scarti alimentari e di cereali, verde, frazione organica da raccolta differenziata di rifiuti solido urbano).


"Apprezziamo l'atteggiamento propositivo dell'azienda, che ha accolto le richieste emerse dagli enti presenti - ha commentato al termine del sopralluogo l'assessore Allegri - ma fino a che non ci sarà una verifica che confermi i miglioramenti attesi, non potrà essere rilasciata l'autorizzazione definitiva".

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