Femminicidio e stalking, «Nel 2015 a Piacenza cinquantasette casi di violenza domestica»

Durante la conferenza "Dallo stalking al femminicidio" sono stati forniti alcuni dati sul tema della violenza sulla donna dal dirigente della divisone anticrimine della questura di Piacenza, Maria Pia Romita, e dall'assessore alle Pari opportunità, Guilia Piroli: sono 233 le donne che nel 2014 si sono rivolte ad un centro anti violenza nella nostra città mentre 57 sono i casi documentati con la dicitura "violenza domestica" nel 2015

Il "posto occupato"

Sono 233 le donne che nel 2014 si sono rivolte ad un centro anti violenza nella nostra città mentre 57 sono i casi documentati riportanti la dicitura "violenza domestica" nel 2015: 37 sono quelli provenienti da referto medico, 5 dagli interventi della volante per una lite in famiglia, 3 dalle segnalazioni dei carabinieri della provincia, 10 provenienti da esposti e 4 da denunce o querele. A fronte di sei richieste c'è stato un ammonimento per stalking: questi i dati riportati dal dirigente della divisone anticrimine della questura di Piacenza, Maria Pia Romita, e dall'assessore alle Pari opportunità, Guilia Piroli. 

Nella mattinata di sabato 28 novembre nell'auditorium di Santi'Ilario si è parlato di stalking e femminicidio davanti ad un pubblico che, attento, ha assistito alla proiezione di un filmato sulle esperienze di due donne vittime di violenza domestica.  «Abbiamo lasciato una seggiola vuota in prima fila - spiega Alessandra Volpe, presidente di Soroptimist international, club di Piacenza -  questo sarebbe stato occupato da una donna se un uomo non avesse voluto impedirglielo». «La giornata contro la violenza sulle donne - dice l'assessore Piroli - non deve essere solo il 25 novembre: dobbiamo agire per cambiare le cose tutti i giorni dell'anno. Le violenze continuano: i dati ci dicono che nel 2014 a Piacenza sono state 233 le donne che si sono rivolte ad un centro antiviolenza. In Emilia Romagna il numero sale a 2.300. Sono invece quasi 7milioni le donne che hanno subito violenza nella vita».  «Ci sono tanti tipi di stalker - afferma Gloria Zanardi, presidente del tavolo provinciale di confronto contro la violenza alle donne e consigliere provinciale - il rancoroso, il rifiutato e il bisognoso di affetto. Le motivazioni che spingono gli uomini a perseguitare le donne sono spesso l'educazione alla violenza e l'emancipazione della donna e quindi la volontà dell'uomo di riaffermare il potere. Gli effetti psicologici di un'esperienza di stalking sono l'ansia, la paura e l'alterazione delle abitudini della vita quotidiana. Lo stalker è un uomo "normale", una persona che ha un lavoro retribuito e può appartenere a qualsiasi estrazione sociale». 

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