«Foglio di via per questore e prefetto», 400 persone in corteo per Aldo Milani

Quattrocento persone circa hanno sfilato per il centro protestando contro il foglio di via emesso dalla questura nei confronti di Aldo Milani (Si Cobas). Oltre ai lavoratori della logistica anche Rifondazione Comunista, Network antagonista piacentino con Carlo Pallavicini e alcuni centri sociali

Un momento del corteo in via Roma (foto Gatti)

«Foglio di via per questore e prefetto», questo uno dei tanti slogan cantati e urlati durante il corteo dei lavoratori della logistica piacentina che si è svolto nel pomeriggio del  6 aprile in centro in città: partito dai giardini Margherita è arrivato fino in via San Giovanni davanti alla Prefettura, passando per via Pozzo, via Roma, via Cavour, piazza Cavalli e via Garibaldi.

Circa 400 persone hanno sfilato per protestare contro il foglio di via emesso dal questore di Piacenza nei confronti di Aldo Milani del Si Cobas per i disordini avvenuti nel novembre scorso davanti al deposito Ikea a Le Mose. Oltre ai lavoratori hanno preso parte al corteo membri di centri sociali, Rifondazione Comunista e il Network Antagonista Piacentino con il consigliere comunale Prc Carlo Pallavicini.

Riportiamo integralmente il comunicato con le ragioni della lotta:  «Il foglio di via dalla città di Piacenza per 3 anni, emesso dal Questore contro il coordinatore nazionale del SI Cobas, Aldo Milani e a due altri compagni per aver partecipato alle lotte prima della TNT e GLS e poi dei lavoratori Ikea, è un gravissimo atto antioperaio. Va respinto con la mobilitazione dei lavoratori e di chi si schiera per la loro libertà di organizzarsi e lottare a difesa delle proprie condizioni! Un foglio di via sarebbe stato dovuto: ai capi e padroni di quelle imprese e cooperative che sistematicamente violano i contratti di lavoro, le leggi sul lavoro, che sistematicamente evadono contributi e tasse, che sfruttano i lavoratori con il ricatto e che in molti casi, soprattutto della logistica, hanno al loro interno settori importanti dell'economia controllati della mafia, camorra e drangheta. Niente di tutto questo. Il foglio di via è stato dato a chi ha aiutato i lavoratori ad organizzarsi per lottare contro lo sfruttamento della forza lavoro e i soprusi , violazioni contrattuali perpretate in questo settore ! Questa è la democrazia borghese! Se vi aggiungiamo il processo aperto a Saronno contro ventisei compagni che 4 anni fa hanno partecipato alla lotta alla Bennet di Origgio (con otto capi d'accusa contro Aldo Milani) ciò mostra da che parte stia lo Stato: contro i lavoratori, dalla parte dei padroni anche quando violano le leggi da loro fatte. Il governo e i suoi apparati sono allarmati per le lotte in corso nel settore della logistica ad opera di lavoratori (in gran parte immigrati) organizzati nel SI Cobas e ADL Cobas, per il rinnovo in meglio del contratto, contro le pretese padronali che li farebbero tornare indietro di decenni. Il problema non è solo che la conquista di migliori condizioni da parte di questi lavoratori mina i profitti e una competitività basati sui bassi salari e il supersfruttamento. Vogliono impedire il "contagio" di lotte vincenti verso altri settori, impedire che i lavoratori italiani imparino a lottare per davvero a difesa delle loro condizioni, a rialzare la testa e prendere in mano la propria sorte anziché limitarsi a sperare che l'imbonitore di turno risolva o esorcizzi i loro problemi andando in parlamento. Vogliono impedire che un numero crescente di giovani, che la crisi esclude in massa da un lavoro, decente o indecente che sia, impari da queste lotte a non subire passivamente la propria sorte, a collegarsi ai lavoratori per una lotta comune. Respingiamo con la più ampia mobilitazione questo provvedimento che riecheggia leggi fasciste, ma si basa sulle leggi della "repubblica democratica", impediamo che la repressione incateni la libertà di organizzazione, di sciopero e di lotta dei proletari».

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