Da sette mesi latitante a Capo Verde, Alfonso Filosa arrestato dai carabinieri

Alfonso Filosa, l'ex direttore della direzione provinciale del lavoro di Piacenza (e Mantova) è stato individuato dalla sezione Catturandi del Nucleo Investigativo dei carabinieri e arrestato a Capo Verde dopo sette mesi di latitanza. Deve scontare 10 anni 8 mesi e 5 giorni di reclusione

Alfonso Filosa

Alfonso Filosa, l'ex direttore della direzione provinciale del lavoro di Piacenza (e Mantova) è stato individuato dalla sezione Catturandi del Nucleo Investigativo dei carabinieri, guidato dal maggiore Massimo Barbaglia, e arrestato a Capo Verde dopo sette mesi di latitanza. Filosa, oggi 70enne, originario di Castellamare di Stabia, deve scontare 10 anni 8 mesi e 5 giorni di reclusione per corruzione, rivelazione di segreti d'uffico, peculato, induzione, concussione continuata e in concorso. Era stato arrestato il 24 giugno 2009 alle 17: era stato filmato all’interno del proprio ufficio mentre riceveva un assegno bancario di 1.500 euro dall’amministratore delegato di una ditta di Fiorenzuola d’Arda, a titolo di "bustarella". Il 20 settembre 2016 la corte suprema di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato, rendendo esecutiva la condanna in secondo grado (11 anni, 5 mesi, 90mila euro di multa, e il pagamento delle spese processuali). Le indagini erano state coordinate dal sosituto procuratore Antonio Colonna. 

carabinieri nucleo investigativo 2017 ok-2Dopo l'emissione dell'ordine di cattura, i carabinieri dell'Investigativo hanno cercato Filosa ma hanno scoperto che aveva venduto le proprie automobili, aveva chiuso tutti i conti correnti, contratti, utenze e si era anche separato dalla moglie (con la quale, dicono i militari, aveva sempre avuto un ottimo rapporto): si era preparato alla latitanza assicurandosi comunque la pensione senza avere di fatto intestati beni "aggredibili". Immediatamente sono state attivate le ricerche su tutto il territorio nazionale, ma dell'ex direttore non c'era traccia. Su impulso dei carabinieri, la Procura Generale della Repubblica di Bologna ha avviato nuove indagini dirette dal sostituto procuratore generale, Giancarlo Di Ruggiero. Grazie a sofisticate indagini tecniche, ed incrociando una notevole massa di dati parziali, i militari hanno scoperto che il latitante effettuava movimentazioni bancarie dall'estero su conti on line. Non è stato facile rintracciarlo, raccontano gli inquirenti: dagli accertamenti hanno scoperto che utilizzava il Deep Web, che non è indicizzato dai motori di ricerca tradizionali, facendo così figurare che si collegava da New York, Lisbona, Londra. Nonostante questi accorgimenti è stato incastrato anche da un prelievo bancomat di 90 euro in uno sportello a Praia, capitale di Capo Verde. 

A questo punto i carabinieri il 6 febbraio hanno chiesto e ottenuto il Mae (mandato di arresto europeo) che poi è stato esteso in campo internazionale, il 1 marzo 2017 è stata coinvolta l'Interpol e il 5 marzo hanno capito che viveva nel centro turistico di Santa Maria nell'isola di Sal, situata nell’arcipelago delle Barlavento Islands nella Repubblica Presidenziale di Capo Verde. La Policia National de Cabo Verde, indirizzata dalle notizie fornite dai carabinieri, coordinati a questo punto dal servizio  Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, alle 20.30 dell'8 aprile 2017 ha arrestato Alfonso Filosa. Il 70enne è comparso davanti alla procura generale della corte di Barvalento in Sao Vicente per la convalida. Dall'11 aprile Filosa è in stato di arresto temporaneo in attesa di estradizione "a titolo di cortesia internazionale con assicurazione di reciprocità", in quanto tra l'Italia e Capo Verde non esistono trattati ufficiali. Filosa, fanno sapere, passava le proprie giornate sulle spiagge di un centro nautico del posto, movimentava soldi on line e spesso riceveva le visite della moglie. La consorte, non è mai stata collaborativa con carabinieri, nonostante sapesse, hanno dichiarato gli investigatori. 

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