Tragedia del Frecciarossa, i pm contro cinque operai: «Lavori non adeguati su quello scambio»

Gli indagati sono stati ascoltati fino a notte negli uffici della Polizia ferroviaria di Piacenza, delegata dalla procura di Lodi. Pare che tutti abbiano risposto alle domande

La scena del tragico incidente

E' finito a tarda notte l'interrogatorio dei cinque dipendenti di Rfi, un caposquadra e quattro operai, indagati per il deragliamento del Frecciarossa che è costato la vita a due macchinisti e il ferimento di una trentina di passeggeri. I cinque, assistiti dagli avvocati di fiducia, sono stati ascoltati dagli agenti della Polizia ferroviaria di Piacenza e avrebbero risposto alle domande poste dagli agenti piacentini su delega della Procura della Repubblica di Lodi che li ha iscritti nel registro degli indagati con le accuse di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e lesioni colpose. Al centro della vicenda, come noto, ci sono la manutenzione e i lavori svolti dalla squadra, fino al giorno prima, sullo scambio della stazione di Livraga, ovvero l'elemento tecnico che secondo i magistrati ha causato il tragico incidente ferroviario. Inizialmente ascoltati come testimoni, subito dopo l'accaduto, avevano spiegato che quello sondo era in ordine.
Per il pm di Lodi, i cinque avrebbero invece svolto «l'attività in modo non adeguato», e questo avrebbe fatto sì che il Frecciarossa Milano-Salerno in corsa finisse su binari di servizio, non destinati al traffico ordinario, né in grado di sostenere l'alta velocità. Lo scambio su cui avevano finito di lavorare non era in posizione normale ma ancora aperto, e questa rimane la causa più probabile della tragedia costata la vita ai due macchinisti, Giuseppe Cicciù e e Mario Dicuonzo.
Le Ferrovie hanno già disposto per i cinque operai un supporto psicologico e sono destinati provvisoriamente ad altre mansioni, nominando per loro dei legali di fiducia.

Intanto si lavora già per ripristinare la linea Alta Velocità: le operazioni di rimozione delle carrozze si prevede possano iniziare la prossima settimana. Prima che ricomincino a circolare i treni dell'Alta Velocità sui binari, però, potrebbero volerci ancora diverse settimane.

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