Diccap-Sulpl: «Buscarini non conosce le competenze della Municipale»

Il sindacato replica ad alcune parole dell'assessore Buscarini in merito all'episodio vandalico avvenuto al Caffè dei Mercanti

«A seguito dell’episodio di sabato sera in Piazza Cavalli - commenta Miriam Palumbo, coordinatore del sindacato Diccap-Sulpl - sembra che tante voci fuori dal coro si siano levate per sentenziare non sul problema sicurezza e su come affrontarlo, ma su cosa può fare o non fare la Polizia Municipale, improvvisandosi del settore. Sembra quasi che siamo vittime del solito metodo di sollevare polveroni per distogliere l’attenzione dai problemi  reali. L’unico che da subito ha assunto una posizione chiara è stato il nostro Comandante, che ha difeso l’operato dei suoi uomini.  Dalla parte politica abbiamo invece avuto modo di leggere dell’imbarazzo del Consigliere regionale Tarasconi ed oggi leggiamo le esternazioni dell’Assessore al Commercio Buscarini, che ci tiene a ricordare che “… tuttavia, interventi del genere, come quello al Caffè dei mercanti, non rientrano nelle competenze primarie della Municipale”. In realtà proprio nelle vesti di Assessore al Commercio avrebbe potuto fare un intervento pertinente e di sua competenza in merito all’attività anti contraffazione e abusivismo commerciale che da mesi la Polizia Municipale sta facendo anche con buoni risultati, ma non certo sulle nostre competenze! Le suggeriamo di fare una ripassata o probabilmente una prima lettura della normativa vigente in materia di Polizia Locale, soprattutto in virtù del fatto che ricopre un ruolo pubblico e per questo è giusto fornire ai cittadini un’informazione corretta, soppesando opportunamente le parole.

Ora ci rivolgiamo ai nostri Cittadini, invitandoli a fare una riflessione: come mai in altre realtà vediamo la Polizia Locale impegnata in attività anti droga, in importati operazioni di polizia giudiziaria, non ultima quella effettuata ieri dai Colleghi di Rimini, ai quali va il nostro plauso ed in altre, come appunto Piacenza, l’Assessore al Commercio si esprime in questi termini restrittivi verso le nostre competenze, non attenendosi evidentemente a quanto previsto dalla Legge Quadro e dalla Legge Regionale in materia? Probabilmente perché questo è l’utilizzo che se ne vuol fare della Polizia Municipale, e concludiamo dicendo che queste inutili polemiche non fanno altro che avvilire ancora di più i lavoratori che, pur mettendocela tutta per cercare di fronteggiare le emergenze nel miglior modo possibile, nonostante il Corpo sia palesemente sottodimensionato in termini numerici rispetto agli standard minimi regionali, si trovano tra l’incudine e il martello, in balia della “sentenza” del giorno». 

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