Due licenziati all'Xpo Logistics, Cobas: «La lotta sindacale proseguirà fino al loro reintegro»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPiacenza

Il Si Cobas esprime la più ferma condanna per l’esito negativo della trattativa che si è svolta il 13 luglio con Xpo Logistics. Il confronto era punto d’arrivo di oltre un mese di contrapposizione che ha visto il Si Cobas ricorrere a scioperi e picchetti per difendere dal licenziamento discriminatorio messo in atto da Xpo Logistics due lavoratori: uno verso un suo dipendente diretto e l’altro verso un lavoratore assolto dalla cooperativa Confezioni Sarmatesi (aderente alla Confcooperative) e operante quale fornitrice dentro il magazzino di Pontenure. Come spesso avviene, la logistica è terreno di confronto politico della classe dirigente italiana nei confronti dei lavoratori non disposti a chinare la testa.

E’ questo il caso dei due lavoratori licenziati presso Xpo di Pontenure, rei a detta dell’azienda di aver osato litigare in ambiente extra lavorativo con i responsabili sindacali di sigle più “compiacenti” nell’ambito di una vertenza che vedeva il Si Cobas rivendicare l’applicazione dei corretti livelli di inquadramento professionale. Questa la motivazione ufficiale riportata sulle lettere di licenziamento, che per paradossale che sia si spiega forse di fronte alla annunciata assunzione, presso Xpo di Piacenza città, di 42 lavoratori aderenti alle sigle “compiacenti”, tra cui uno che risulta essere stato investito del ruolo di responsabile di tre reparti (su quattro!) nonostante la sua paradossale collocazione a tempo determinato (che punta a mascherare detta investitura con un artificio contrattuale).

Un chiaro investimento “strategico” sulla compiacenza di dette sigle, che scavalca a piè pari i diritti acquisiti dei lavoratori (secondo la graduatoria che avrebbe dovuto essere stilata) per la stabilizzazione tanto nel magazzino di Pontenure quanto in quello di Piacenza città, anteponendo a princìpi di merito princìpi di compiacenza sindacale. Lavoratrici e lavoratori defraudati dei loro diritti, non solo lavorativi ma di vita, in quanto ricondotti forzosamente a una condizione di precarietà (ricordiamo che la stabilizzazione è garantita per legge dopo 6 rinnovi consecutivi e che anche per coloro che non la hanno raggiunta l’anzianità di magazzino dovrebbe sovrastare il parametro dell’appartenenza sindacale “gradita”). Il S.I.Cobas ha costruito la sua posizione maggioritaria fra gli operai e le operaie della logistica grazie al principio della solidarietà. Tale principio sarà il faro ispiratore anche di fronte a questa ennesima e sfacciata reprimenda padronale: la lotta sindacale proseguirà pertanto sino al reintegro dei due licenziati nel loro posto di lavoro.

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