Falso testamento, la procura chiede la condanna di un avvocato

Avrebbe creato, con la sorella di un assicuratore deceduto e con la compagna, un falso documento per impedire che l’eredità andasse a una bambina che stava per nascere

(Repertorio)

E’ di 2 anni e 4 mesi la richiesta di pena del pm Roberto Fontana nei confronti di Michele Morenghi, avvocato del Foro di Milano. Per il legale l’accusa è quella di falso in testamento. La richiesta è stata fatta al termine della requisitoria davanti al giudice Fiammetta Modica. Il processo è poi stato rinviato per consentire l’arringa del difensore, l’avvocato Angelo Rovegno, e delle parti civili con gli avvocati Giuseppe Dametti ed Emanuele Solari (assistono la mamma della bimba che avrebbe ricevuto parte dell’eredità).

Secondo le accuse, Morenghi avrebbe creato un falso testamento di Fausto Orcesi, un assicuratore deceduto il 7 maggio 2013. L’atto sarebbe stato preparato con la sorella di Orcesi, Ivana, e con Anna Bruno compagna per anni dell’assicuratore. La procura aveva svolto le indagini, perché da lì a poco sarebbe nata la figlia di una donna romena con cui Orcesi aveva avuto una relazione. E la bambina sarebbe risultata erede di un cospicuo patrimonio. In un altro processo, tuttora in corso, il pm ha chiesto la condanna a tre anni e mezzo per le due donne.

Una perizia grafica, fatta svolgere dalla procura, aveva affermato che la scrittura del testo e la firma erano quella della sorella. Inoltre, durante le udienze le due donne si erano contraddette: secondo la sorella Morenghi era presente al testamento, secondo Bruno invece no.

Il testamento, redatto il 5 maggio, due giorni prima della morte (e pubblicato dal notaio Amedeo Fantigrossi il 15 maggio), aveva indicato la sorella come erede di un milione di euro e aveva disposto 850mila euro al “fraterno amico avvocato Michele Morenghi”, che era stato nominato esecutore testamentario. Durante il processo, la procura aveva sostenuto che non c’era quell’amicizia fraterna di cui si parlava.

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Orcesi, infine, aveva lasciato immobili e altri beni a favore della Bruno. Mosse, queste, che avrebbero messo a rischio l’eredità della bimba che sarebbe nata poco dopo.

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