Fatture false per frodare il Fisco, agente di commercio nei guai

Denunciato insieme ad altre 16 persone al termine di un'indagine condotta dalla Guardia di finanza di Piacenza su una società di San Marino che sarebbe stata cerata ad hoc. Le accuse: emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti

Una pattuglia della Guardia di Finanza

Da una verifica fiscale, tuttora in corso da parte del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Piacenza, è emerso che un agente di commercio piacentino, operante nel settore delle insegne luminose, per abbattere i ricavi ed evadere l’imposta sul valore aggiunto avrebbe annotato, nella propria contabilità, fatture emesse da una società sanmarinese. Nell’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Antonio Colonna e anche grazie all’accordo di cooperazione amministrativa esistente con San Marino, La finanza ha scoperto che che la società estera sarebbe stata costituita e gestita dall’agente verificato al solo scopo di sottrarre alla tassazione nazionale i propri ricavi e le provvigioni dei suoi sub-agenti, che venivano bonificate dai conti esteri della società ai conti sammarinesi, opportunamente fatti accendere ai vari sub-agenti; i quali provvedevano al ritiro del loro compenso in italia tramite il normale circuito bancomat.

L'attività preliminare si è conclusa con la denuncia all’autorità giudiziaria di 17 persone che dovranno  rispondere, a vario titolo, dei reati di emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti oltreché di falso.  Proseguono le indagini e l’attività di verifica per individuare eventuali ed ulteriori soggetti che potrebbero aver partecipato al meccanismo fraudolento creato dall’agente di commercio.