Chiusa l'attività d'inchiesta nei confronti di Alfonso Filosa, ex responsabile della Direzione provinciale del lavoro. Le accuse parlano di un sofisticato sistema di tangenti, che permetteva a Filosa di essere "ringraziato" con contributi in denaro o in beni per "avvisi" di ispezioni o controlli morbidi ad aziende compiacenti.
Sono 8 gli indagati, riporta il quotidiano Libertà con un articolo di Michele Rancati, e il giro di tangenti si aggirerebbe "intorno ai 250mila euro": oltre a Filosa, la figlia Maria Teresa; Fausto Bianchi, Morgan Fumagalli e Gerardo Mainardi (imprenditori); la moglie Rosa Cascone; gli ex sindacalisti Gianni Salerno e Giorgiio Cantarelli. Le accuse sono di concussione, corruzione, rivelazione di segreti d'ufficio. In sostanza, in cambio di denaro o "regali" costosi, sostiene l'accusa, Filosa avvisava in anticipo le aziende dei controlli della Direzione del Lavoro, oppure chiudeva un occhio su certe mancanze.
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La difesa respinge tutte le accuse. Tutti, ora, avranno venti giorni di tempo per chiedere "di essere interrogati di nuovo" (scrive Libertà), oppure "presentare memorie".





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