Fiorenzuola oltre confini: la missione umanitaria in Bosnia continua tra alluvioni, allagamenti e terremoti

Diario dai nostri inviati: giornate campali per i volontari di "Fiorenzuola Oltre i Confini": 18 persone con a capo il presidente Luigi Danese a bordo di due pulmini, preceduti da un autocarro stipato di viveri, attrezzature da donare che sono in Bosnia con base la casa accoglienza (orfanotrofio) della città di Zenica che ospita in appartamentini comunitari oltre 100 ragazzi sino ai 18 anni

I volontari di "Fiorenzuola Oltre i Confini"

Giornate campali per i volontari di “Fiorenzuola Oltre i Confini”: 18 persone con a capo il presidente Luigi Danese a bordo di due pulmini, preceduti da un autocarro stipato di viveri, attrezzature da donare che sono in Bosnia con base la casa accoglienza (orfanotrofio) della città di Zenica che ospita in appartamentini comunitari oltre 100 ragazzi sino ai 18 anni. (Vedi il nostro precedente servizio)

Giovedì sui cieli di Bosnia il tempo cupo ha virato in pioggia a dirotto causando gravi disagi. Allagamenti molto estesi hanno impedito ai volontari di proseguire il viaggio alla volta di Maglaj. A Zenica le autorità hanno imposto limitazioni sul transito dei ponti sul fiume Bosna che ha allagato quartieri bassi e giardini.  Le scuole sono state chiuse e alcuni ristoranti della zona del fiume evacuati. 

Venerdì vista l’impossibilità di andare a Maglaj o a Srebrenica i componenti la missione hanno visitato i bambini dell'orfanotrofio. “Scioccante - è il loro commento - vogliono venirci in braccio, ci sorridono, sono tristi, non hanno niente... Alcuni piccolissimi piangono come tutti noi! Sono trattati bene ma è pur sempre un orfanotrofio. I ragazzi più grandi sono simpatici e sereni per quanto, ovviamente, può esserlo un ospite di queste strutture. Abbiamo scaricato una parte del camion con gli aiuti destinati alla casa di riposo e al centro medico Ruhama. Ci hanno aiutato dei ragazzi locali splendidi e gentili. Abbiamo lavorato di continuo sino alle 16, quando abbiamo pranzato".

Nella notte, 12 minuti dopo l’una, una forte scossa di terremoto è avvenuta in Bosnia Erzegovina. Di magnitudo 4,6 ad una profondità di soli 5 km; il sisma ha avuto un epicentro non lontano dalla città di Zenica e Kakanj, dove ci sono stati danni alle abitazioni. Ma fortunatamente la stanchezza ha conciliato il sonno dei “nostri” che non si sono accorti di nulla (quasi). Il proposito che prevedeva di proseguire per Srebrenica e Maglaj (cittadina di 25mila abitanti dove era in programma di portare letti d’ospedale e ecografo) è saltato: le due località causa alluvione sono isolate.

Difficile immaginare quant'acqua è caduta ci scrive l’amico Sergio. Gli unici posti sicuri sono proprio Zenica e Sarajevo. “Noi tutto ok. Qui la vita continua e noi dobbiamo attendere gli eventi. Oggi anticipiamo l'incontro con le organizzazioni Ruhama e Sezam che avremmo dovuto avere martedì e consegneremo medicinali, pannolini per anziani e un piccolo contributo (per Sezam, associazione umanitaria culturale del luogo diretta da splendidi insegnati di tutte le 3 etnie). Contiamo di poter andare lunedì a Srebrenica. Ieri abbiamo visitato una casa/museo ottomana del 1600, veramente bella, con arredi semplici ma molto suggestivi. Abbiamo mangiato la "pita", piatto tipico bosniaco tipo piadina farcito di verdura ( o carne o formaggio o patate) in un piccolo ristorantino nell'antico bazar di Sarajevo gestito da due ragazze musulmane gentilissime e molto brave. Alla fine in 18 abbiamo speso 2,4 euro a testa, incredibile! Tutta roba genuina fatta sul posto davanti a noi".

"I bosnacchi (quelli di religione musulmana, la maggioranza della popolazione ) sono molto laboriosi, puliti e gentili. In generale tutti i bosniaci sono ottimi. Poveri ma dignitosi, bambini bellissimi, giovani idem. Abbiamo visitato la grande moschea di Sarajevo che ieri era frequentatissima perché venerdì, il giorno della preghiera. Pochissime donne velate. I fiumi sono marroni, il cielo è cupo e minaccioso, la Bosnia è sfortunata ma tanto giovane e bella".

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