Fiorenzuola oltre confini, provvidenziale aiuto alla emergenza Bosnia

Diario dai nostri inviati (3 puntata). L'accurato e minuzioso programma della settimana di aiuto umanitario di "Fiorenzuola oltre confini" è completamente sovvertito dovendosi adattare all'emergenza in atto in una vasta zona della Bosnia. Il maltempo ha flagellato il paese specie nelle campagne dove molti primi piani degli edifici sono allagati, le strade appaiono come fiumi di fango, ci sono decine di morti e migliaia sono le persone sfollate

I volontari di Fiorenzuola oltre i confini

L’accurato e minuzioso programma della settimana di aiuto umanitario di Fiorenzuola oltre confini” è completamente sovvertito dovendosi adattare all’emergenza in atto in una vasta zona della Bosnia. Il maltempo ha flagellato il paese specie nelle campagne dove molti primi piani degli edifici sono allagati, le strade appaiono come fiumi di fango, ci sono decine di morti e migliaia sono le persone sfollate. La nazione fa i conti con una delle più violente alluvioni degli ultimi anni, piogge che hanno portato a una "situazione catastrofica". 

"Noi di Fiorenzuola siamo la prima ong che giunge a Srebrenica dopo la disastrosa alluvione – ci comunica dalla Serbia il nostro amico Sergio - e i nostri aiuti alimentari sono molto preziosi. Solo da oggi sono ripresi i rifornimenti dei negozi. La protezione civile è molto attiva ma il disastro è grandissimo. Abbiamo visto decine di ettari di coltivazioni di fragole e lamponi distrutti dalla furia delle inondazioni. Frane, strade interrotte e piene di fango. Qui "piove sul bagnato" a memoria d’uomo la popolazione non ricorda una simile calamità." 

A 20 anni dalla guerra il dolore è ancora forte, ma lentamente la collettività si stava riprendendo; ora è arrivato questo disastro, specie i giovani, molti dei quali hanno perso genitori e nonni nella guerra, sono determinati ad andare avanti insieme: musulmani e serbi. Sono ragazzi provati da gravi lutti ma sono fantastici e con l'aiuto della cooperazione internazionale riusciranno a ripartire. Loro si battono per la ripresa in pace tra tutti i bosniaci. 

"Qui a Srebrenica, abbiamo consegnato alimentari, indumenti, coperte e giochi per bambini. Siamo stati accolti da assessore comunale e dai partecipanti ad un progetto agrario sostenuto da ong italiane. Qui siamo molto benvenuti, stanno sperimentando con successo l'introduzione del ramo saraceno che qui era sconosciuto. Partecipano 11 aziende locali e le prove in campo stavano andando molto bene, ora sono smarriti, ma mostrano forza e determinazione".  

"Il materiale per Maglaj vorremmo consegnarlo martedì. In ogni caso merci e attrezzature sono salve perché ospitate nel magazzino di un piccolo imprenditore bosniaco molto disponibile: ci ha addirittura messo a disposizione operai e mezzi per lo scarico e ospitato nei suoi uffici per fare colazione". 

Le foto scattate con iPhone mostrano alcuni aspetti del disastro di Maglaj: apocalittico.

"L'intera città è coperta da 20 - 30 centimetri di fango. Il piano terra delle case, delle scuole, del Comune sono stati travolti da due, in taluni punti tre metri d'acqua melmosa. Quando sentono che siamo italiani salutano e ci mostrano il disastro. Qui tutti lavorano a sfangare, a togliere detriti, a lavare. Non hanno tanti mezzi ma non si arrendono".

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