Folgorato da una scarica di seimila volt nella centrale di Caorso, gravissimo un operaio

Un 31enne, operaio di una ditta esterna, è stato trasportato in volo a Pavia in gravissime condizioni. Stava lavorando nei pressi di un quadro elettrico quando sarebbe rimasto colpito da una forte scossa elettrica. Lo hanno trovato i suoi colleghi, non cosciente, in una stanza invasa dal fumo

Una delle ambulanze intervenute alla centrale di Caorso (foto Leonardo Trespidi)

È stato raggiunto al petto da una scarica elettrica di seimila volt, poi si è accasciato a terra, mentre la stanza in cui si trovava ha incominciato a saturarsi di fumo. Così un 31enne, toscano ma residente a Piacenza, è stato trovato non cosciente dai suoi colleghi al lavoro della centrale nucleare di Caorso, intorno alle 16 di mercoledì 25 settembre. Sul posto sono subito sopraggiunti numerosi mezzi di soccorso che hanno scatenato non poca apprensione in paese. L’uomo ora si trova ricoverato in gravissime condizioni all’ospedale di Pavia.

«L’evento è avvenuto in area convenzionale e, pertanto, non ha comportato alcuna conseguenza di natura radiologica», fanno sapere da Sogin, la società che si occupa dello smantellamento delle centrali nucleari in Italia e quindi anche di quella caorsana. Pare che il 31enne, un dipendente di una ditta esterna, si trovasse in una palazzina ausiliaria dell’impianto e stesse svolgendo alcuni lavori su un quadro elettrico, quando una forte scossa elettrica lo ha travolto un pieno provocandogli delle ustioni sulla parte alta del corpo. Non è chiara, al momento, quale sia la causa , nè se l’operaio fosse munito dei dispositivi di sicurezza. Elementi, questi, che dovranno accertare i carabinieri della Stazione di Caorso e i tecnici della medicina del lavoro di Ausl.

Quando è scattato l’allarme, pare lanciato da alcuni uomini che in quel momento si trovavano insieme all’uomo e avrebbero visto fuoriuscire del fumo dal locale in cui lavorava, si sono precipitate sul posto l’ambulanza della Pubblica Assistenza di Monticelli e l’autoinfermierstica del 118 di Roveleto, oltre all’elisoccorso decollato da Brescia. I primi a raggiungere l’operaio sarebbero stati i vigili del fuoco, arrivati anche con la squadra del nucleo Nbcr (gruppo specializzato nel lavoro anche con nucleari), in quanto «la scarica elettrica ha generato un principio d’incendio che è stato immediatamente domato» - si legge in una nota di Sogin – e la stanza era completamente invasa dal fumo.

L’uomo è stato affidato subito a medici ed infermieri del 118 che lo hanno rianimato praticando per diversi minuti il massaggio cardiaco, per poi essere imbarellato e caricato a bordo dell’elicottero ripartito alla volta dell’ospedale di Pavia. Il grosso dispiegamento di ambulanze e camion dei vigili del fuoco non è passato inosservato ai tanti caorsani che si sono radunati a Zerbio, nei pressi della centrale. La notizia ha raggiunto il sindaco Roberta Battaglia, che ha espresso vicinanza all’operaio («auspichiamo piena chiarezza sulle cause di questo ennesimo incidente sul lavoro») e l’assessore regionale Paola Gazzolo. «Il grave incidente sul lavoro avvenuto alla Centrale di Caorso - ha scritto in una nota Gazzolo - non doveva accadere. Al dolore per quanto accaduto ad un lavoratore unisco la mia preoccupazione per un evento che ci pone di fronte a domande relative alla sicurezza del lavoro in centrale, sia per i dipendenti sia per i lavoratori esterni, che necessitano di risposte chiare. Le autorità competenti accerteranno le responsabilità ma, di certo, affronteremo quanto accaduto al Tavolo per la trasparenza della dismissione della centrale che si terrà il 25 ottobre. Così come auspico che il Governo proceda con celerità alle nomine dei vertici Sogin scaduti la primavera scorsa».

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