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Il figlio di Balwinder e Kulbir affidato alla famiglia della donna

E' stato affidato alla famiglia di Kaur Balwinder, che abita in Toscana, il figlio rimasto orfano dopo l'omicidio della madre. La decisione, anche se temporanea, è stata presa dal Tribunale per i minori di Bologna

Balwinder Kaur insieme al marito Kulbir Singh

E’ stato affidato alla famiglia di Kaur Balwinder il figlio rimasto orfano dopo l’omicidio della madre. La decisione, anche se temporanea, è stata presa dal Tribunale per i minori di Bologna. Il 26 luglio, i carabinieri si sono recati a casa dei parenti del padre (Kulbir Singh, 36 anni, tuttora in carcere con l’accusa di aver ucciso la moglie) per prendere il piccolo di cinque anni e portarlo ai famigliari di Kaur. Il bimbo verrà poi portato in Toscana, dove abitano i parenti della povera giovane strangolata dal marito.

La donna venne uccisa - il marito poi confessò ai carabinieri il delitto, dopo che il corpo della donna riaffiorò dalle acque del Po – il 27 maggio, nella cascina dove i due indiani abitavano, vicino a Baselica Duce, con il loro figlio. L’uomo, al termine di una lite, strangolò la moglie. Poi, la avvolse in un telo e la porto lungo il Po, dove la lasciò scivolare in acqua. Era il 14 maggio, il corpo della giovane venne ritrovato il 27 dello stesso mese. Subito dopo il rinvenimento, i militari del Nucleo investigativo misero l’uomo alle strette e lui confessò, adducendo come motivo scatenante la gelosia. Difeso dall’avvocato Mauro Pontini, l’uomo venne poi associato al carcere di via delle Novate con l’accusa di omicidio volontario aggravato.

Subito si aprì un contenzioso tra i famigliari del padre - lui viveva con la madre - e i parenti della moglie, assistiti dall’avvocato Gianmarco Lupi. La morte di Kaur provocò una forte reazione nella zona e lasciò nel dolore e nella costernazione i tanti indiani - quasi tutti di religione Sikh - che vivono nella nostra provincia. A Fiorenzuola venne organizzato un corteo in memoria di Kaur a cui parteciparono moltissime persone e le autorità politiche e religiose. Al termine, si tenne anche un momento di preghiera con un sacerdote Sikh.

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