Il restauro di Santa Chiara chiarirà la paternità delle decorazioni

Illustrati i complessi lavori di restauro in corso in Santa Chiara, la chiesa che nel XVIII secolo fu pubblica e monacale. Gli studi in corso potranno forse meglio chiarire la paternità delle decorazioni, realizzate nella prima metà e poco oltre il Settecento

Nonostante la giornata canicolare un buon numero di persone ha accolto l’invito della Soprintendenza belle arti e paesaggio per le province di Parma e Piacenza e della Diocesi piacentina, partecipando all'apertura straordinaria della chiesa Santa Chiara sullo stradone Farnese al civico 7, per conoscere l’intervento di restauro e risanamento conservativo affidato  dalla Parrocchia di Santa Teresa,parroco don Guerrino Barbattini, alla ditta CSM costruzioni di Piacenza.

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Lo storico dell’Arte, la dottoressa Susanna Pighi, ha evidenziato la necessità dell’intervento, mentre la dottoressa Anna Còccioli Mastroviti, funzionario  storico dell'arte della Soprintendenza ha ripercorso le vicende della chiesa  specificando che la cartografia della fine XVIII secolo raffigurava un’area edificata ed un'area verde molto estese. Dalla mappa si scopre anche che la chiesa di Santa Chiara era chiesa doppia: una pubblica corrispondente all’attuale  e,  oltre il braccio sinistro del transetto ove era situato l'altare maggiore (ora al centro), c’era lo spazio separato e riservato alle sole monache.

La dottoressa Còccioli Mastroviti ha ampiamente illustrato l’apparato pittorico illusionistico che riveste l’interno della chiesa, straordinaria testimonianza della pittura tardo barocca in città. Gli studi in corso potranno forse meglio chiarire la paternità delle decorazioni, realizzate  nella prima metà e poco oltre il Settecento.  L'architetto Camilla Burresi, funzionario della Soprintendenza e l'architetto Lorenzo Bruschi direttore dei lavori, hanno evidenziato alcune delle profonde fenditure che si sono formate nelle strutture murarie e le tecniche di intervento mirate al massimo rispetto del preesistente, secondo i parametri dell'odierna teoria e tecnica del restauro conservativo dei beni architettonici di interesse storico-artistico. I lavori comprendono anche il rifacimento del tetto mantenendo la struttura in legno e opere di consolidamento e miglioramento antisismico dell’edificio . 

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La restauratrice  Arianna Rastelli ha quindi  spiegato i lavori riguardanti la messa in sicurezza e il restauro di parte delle superfici affrescate, in particolare quelle della parete opposta alla “chiesa delle monache”.  I primi interventi  sulle decorazioni hanno permesso di mantenere fisse nelle loro posizioni originali, le parti di intonaco parzialmente distaccate e che avrebbero rischiato di cadere durante le operazioni di consolidamento.  Gli stacchi di intonaco e le sacche vuote, numerose  lungo le fessurazioni, sono stati consolidati iniettando con speciali siringhe calce idraulica liquida.  All’operazione di consolidamento seguirà la stuccatura con malta a granulometria e composizione simile all’originale, poi la reintegrazione pittorica con colori ad acquerello intonati alle decorazioni originali.

particolare della mappa Santa Chiara-2 mappa-7 Santa Chiara-2

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