«In piazza contro l'ennesima mortificazione ai danni degli uomini e donne delle forze di polizia»

Anche i sindacati piacentini a Roma per la manifestazione nazionale del comparto sicurezza. Ciro Passavanti (Sap): la Corte Costituzionale in maniera lapidaria ha dichiarato che il blocco dei trattamenti economici del pubblico impiego è illegittimo, significando che indebitamente sono stati sottratti alle famiglie dei dipendenti pubblici ingenti somme di denaro attraverso il blocco dei contratti

I piacentini del Sap a Roma

«La manifestazione del Sap, Sappe, Sapaf, Conapo, Coisp, Consap, Ugl Forestali, Cotipol, Gruppo Facebook "Siamo tutti cretini" e Gruppo Facebook "Blocco stipendiale e assegno di funzione" che si è tenuta a roma il 15 ottobre ha visto partecipare con grande interesse diverse migliaia di colleghi, di tutti i sindacati e le associazioni del Comparto Sicurezza e dei Vigili del Fuoco, oltre a quella di tutti gli organismi di rappresentanza civili e militari». Lo scrive in ua nota Ciro Passavanti, segretario provinciale del sindacato di polizia Sap.

«Sono intervenuti a sostegno della manifestazione diversi esponenti politici, alimentando fervore e speranza a tutti i presenti. Giorgia Meloni, Maurizio Gasparri, Carlo Giovanardi, Nunzia Di Girolamo, Daniela Santachè, Laura Ravetto sono saliti sul palco a sostegno delle Forze di polizia. Un apprezzamento particolare è stato rivolto a Matteo Salvini, presente dall'inizio alla fine della manifestazione ed esternando la continua vicinanza alle donne ed uomini in divisa, ritenendo anormale tutto ciò che sta vivendo il nostro Paese. Infatti tra i diversi interventi più volte sono stati rimarcati i sostegni economici che sono stati immediatamente stanziati a favore di immigrati (37 € circa al giorno) o l'indennità che percepiscono i carcerati (8 € circa al giorno) a causa degli spazi insufficienti nei quali devono permanere. Infatti evidenzia l'on. Meloni che questi fondi, reperiti immediatamente, incidono fortemente a discapito dei mezzi e delle strutture a disposizione delle forze di polizia. Salvini ha assicurato il suo impegno parlamentare sperando di rivedere uno stato di normalità che ad oggi è difficile riscontrare in Italia dove sono favoriti immigrati e criminali anziché chi difende lo Stato rischiando la propria vita. Maurizio Gasparri, incisivo e determinante ha rimarcato la difficile situazione in cui si trovano i nostri maró, ancora prigionieri in India. Tutti hanno voluto esprimere massima solidarietà alle forze dell'ordine assumendo un impegno alle camere per la risoluzione ai nostri disagi».

«Quello che chiedevamo oggi - prosegue Ciro Passavanti - è frutto dell'ennesima mortificazione ai danni degli uomini e donne delle forze di polizia. La Corte Costituzionale in maniera lapidaria ha dichiarato che il blocco dei trattamenti economici del pubblico impiego è illegittimo, significando che indebitamente sono stati sottratti alle famiglie dei dipendenti pubblici ingenti somme di denaro attraverso il blocco dei contratti. Dal 29 luglio il Governo dovrà iniziare a corrisponderci cio' che e' stato illegittimamente sottratto. Comprendiamo, anche se non condividiamo, le motivazioni per le quali la Corte Costituzionale non abbia disposto anche la restituzione totale del maltolto al fine di non far saltare il banco della finanza pubblica. Ma noi non ci stiamo».

«Crediamo sia doveroso provvedere a indennizzare questo danno ingiustamente cagionato. Cio' che le donne e gli uomini in divisa del Comparto Sicurezza e dei Vigili del Fuoco chiedono e' che si provveda a stanziare nella Legge di Stabilita', attualmente in elaborazione, le somme necessarie per corrispondere una "una tantum" che possa risarcire almeno il 25% di quello che e' stato "scippato" illegittimamente, partendo dalla qualifica di Agente (ed equiparati dei Vigili del Fuoco) con la cifra netta di 1.500 euro netti. Parimenti chiediamo che il Governo posti nella stessa Legge di Stabilita' le risorse necessarie per un contratto dignitoso per i Servitori dello Stato. Comprendiamo le difficolta' dovute alla crisi economica e le esigenze di risanamento della finanza pubblica e pertanto non intendiamo presentare proposte demagogiche, ma riteniamo non sia possibile scendere al di sotto del minimo storico dei nostri contratti di lavoro. Ipotizzare poco più di 60 euro netti per un agente in relazione ad un contratto biennale e' forse troppo?»

«Col medesimo rapporto economico, in un contratto triennale come previsto si dovrà partire dalla cifra di 100 euro netti. Chiediamo 100 euro netti al mese a partire dall'Agente, Vigile del Fuoco (o qualifiche equiparate), chiaramente a salire secondo la proporzione parametrale.
Non ci si venga a dire che si tratta di una richiesta esosa o non compatibile con lo stato delle pubbliche finanze perche' il Governo se vuole - sottolineiamo: se vuole! - ha la possibilita' di provvedere al recupero di gran parte delle somme necessarie procedendo con una operazione di giustizia sociale».

«Sono state corrisposte negli ultimi anni somme di 80 euro al mese non alla famiglie, ma a singoli dipendenti pubblici o privati con un livello salariale fino 1.500 euro netti, senza sottoporre la fruizione di tale beneficio ad un quoziente familiare. Questo ha determinato che una persona con lo stipendio di 1499 euro netti al mese percepisce gli 80 euro anche se coniuge di un alto funzionario, dirigente, libero professionista o affermato imprenditore che guadagna 5.000 euro al mese, mentre per converso un nostro collega monoreddito sposato e con figli appena uscito dal corso e sbattuto a 1.000 km di distanza dalle proprie zone di origine, senza alcun sostegno della propria rete familiare, non percepisce tale benefit perche' impiegato in servizi esterni continuativi che lo porteranno a sforare di pochi euro il limite anzidetto. Ci chiediamo: sotto le false spoglie di un sostegno ai meno facoltosi, questa operazione degli 80 euro nasconde forse una manovra propagandistica - elettorale?Chiediamo la introduzione del quoziente familiare come paradigma per la fruizione degli 80 euro».

«Si recupereranno risorse importanti nella considerazione che l'intera manovra costa 8 miliardi di euro l'anno e soprattutto, ripetiamo, si realizzerà una fondamentale operazione di giustizia sociale. Insieme al Sap piacentino anche gli gli uomini del Sapaf (Forestale) guidati da Alberto Ranzani, settario provinciale. Lo stesso Ranzani ha dichiarato che i motivi di malessere dei nostri comparti sono infiniti e tra questi intendiamo segnalare all'opinione pubblica e al Governo che manifestiamo contro la militarizzazione del Corpo Forestale che annulla esperienze e professionalita', spacciando per riforma una "riformicchia" che non portera' alcuna utilita' al sistema sicurezza».

«Altresì - riprende Passavanti - le motivazioni che hanno spinto la quasi totalità dei sindacati in piazza si riferiscono: contro i tagli alla Polizia Penitenziaria, al sistema giustizia e delle carceri per promuovere, in primis, l'istituzione di una Direzione Generale che riconduca a se' tutte le competenze del Corpo, ad oggi frammentate e spezzate in più articolazioni contro lo spreco continuo di denaro e gli ipotizzati tagli ad autopompe dei vigili del fuoco e volanti, al fine di salvaguardare poltrone, prebende e privilegi. E' necessario provvedere all'unificazione del Dipartimento di Pubblica Sicurezza con quello dei Vigili del Fuoco; contro gli inaccettabili i tagli agli uffici, al personale, alle divise, ai mezzi e alle strutture che hanno debilitato e ridotto al collasso l'apparato della Sicurezza e contro la inaccettabile inerzia del Dipartimento della p.s. che ancora non ha attuato, nella Polizia di Stato, la riforma del 2000 sulle carriere, con la quale era necessario istituire il Ruolo Speciale, e contro la mancata copertura delle vacanze organiche degli Ispettori e dei Sovrintendenti che contano oggi un vuoto di 23.000 ufficiali di polizia giudiziaria. Siamo pronti a scendere nuovamente in piazza per salvare la nostra dignità di uomini, di professionisti della sicurezza». 

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