In tanti sul Carevolo con il vescovo per la Croce voluta dai giovani dell’Oratorio di Fiorenzuola

Sulla vetta del Carevolo, a 1554 metri di quota, nel pomeriggio di domenica 14 settembre, è stata inaugurata e benedetta una grande croce in metallo zincato, che ora domina dall’alto e da sud l’abitato di Ferriere, di cui il monte è simbolo

Un momento della benedizione

Sulla vetta del Carevolo, a 1554 metri di quota, nel pomeriggio di domenica 14 settembre, è stata inaugurata e benedetta una grande croce in metallo zincato, che ora domina dall’alto e da sud l’abitato di Ferriere, di cui il monte è simbolo.

Progettato dall’artista Stefano Villaggi, il sacro emblema è stato voluto dalla parrocchia di Fiorenzuola, i cui ragazzi da anni passano le vacanze in territorio di Ferriere, dalla parrocchia stessa di  Ferriere, nonché dal Gruppo Alpinisti Escursionisti Piacentini ( G.A.E.P.).

Una folla numerosissima e festante ha seguito l’evento, raggiungendo la meta a piedi per gli antichi sentieri che si dipanano dal Passo del Mercatello, dal Crociglia, da Casaldonato, da Gambaro, da Curletti.

Depositato sulla cima da un elicottero, ha celebrato la Messa il vescovo di Piacenza Gianni Ambrosio, coadiuvato tra gli altri da don Gianni Vincini, parroco di Fiorenzuola, da don Giuseppe Calamari, parroco di Ferriere, da don Roberto Scotti, parroco di Cortina.

Erano presenti il sindaco di Ferriere Giovanni Malchiodi e una delegazione del C.A.I. di Piacenza. Prima di dare inizio alla cerimonia religiosa don Vincini, introdotto il presule, ricordava come il Carevolo, solo tra gli alti monti circostanti, fosse privo di un simbolo di fede e, pertanto, occorresse rimediare alla mancanza.

Ringraziava quindi quanti, enti e persone, avevano contribuito all’iniziativa: in particolare la ditta Nuova Neon Radelme,che ha costruito il manufatto, l’ingegner Giuseppe Pighi, che ha progettato il basamento, l’impresa Giuseppe Ferrari per l’installazione e l’architetto P. Luigi Montani per la relazione progettuale.

Dopo il saluto del sindaco di Ferriere, al termine della Messa, il presidente del G.A.E.P., ricordava assieme a tutti i caduti della montagna, il socio Mario Vincenti, appassionato dell’Alta Val Nure, prematuramente scomparso nel 1913, proprio dopo essere salito sul Carevolo. Vincenti è citato su una delle quattro targhe poste sulla croce, assieme a Francesco Quartieri, fondatore della Nuova Neon Radelme e ugualmente amante dei monti di Ferriere. Al termine la folla, intimorita da un cielo plumbeo e minaccioso, riprendeva la via del ritorno, sotto le evoluzioni dell’elicottero che riportava a valle il vescovo.

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