Tragico inseguimento a Castello: muore un carabiniere. Un altro è gravissimo

Il dramma lunedì intorno a mezzogiorno. La vittima è l'appuntato Luca Di Pietra, 39 anni. Lascia la moglie e due bambine. L'altro carabiniere gravemente ferito è Massimo Banci, 46enne di San Giorgio

L'auto dei carabinieri (foto Gatti)

L’appuntato Luca Di Pietra era arrivato al Nucleo radiomobile di Piacenza da una decina di giorni insieme ad altri due carabinieri nuovi. Il suo sogno era da sempre salire sulla gazzella del 112, e dopo tanti anni trascorsi alla stazione dei carabinieri di Rivergaro, alla fine aveva coronato il questo sogno.

La mattina del 29 settembre ha però perso la vita mentre era in servizio: era all’inseguimento di un’auto che non si era fermata all’alt: uno schianto, all’improvviso, contro un Tir posteggiato contromano dopo una curva. Di Pietra è morto sul colpo: aveva 39 anni, una moglie e due figli piccoli. Seduto di fianco a lui c’era l’appuntato scelto Massimo Banci, 46enne di San Giorgio: ora si trova ricoverato in gravissime condizioni all’ospedale San Raffaele di Milano dove è arrivato in volo d’urgenza a bordo dell’eliambulanza del 118.

Di Pietra, molto conosciuto in Valtrebbia dopo aveva prestato servizio per tanto tempo, era considerato un bravissimo autista. La mattina del 17 gennaio del 2012 aveva arrestato, insieme al maresciallo Roberto Guasco, due ladri sudamericani dopo un lungo inseguimento da Gossolengo fino a Piacenza: qui i malviventi si erano schiantati dopo essere stati tallonati dalla pattuglia guidata proprio da Di Pietra. La dinamica della tragedia avvenuta a Castelsangiovanni la mattina del 29 settembre non è ancora certa. La ricostruzione è stata affidata agli agenti della Polizia stradale di Piacenza.

Intorno a mezzogiorno la gazzella del Radiomobile con a bordo Di Pietra e Banci stava perlustrando la zona industriale di Castello, di fianco allo stabilimento di Amazon. All’improvviso, lungo una strada comunale che costeggia l’impianto, i carabinieri incrociano un’Audi che proviene dalla parte opposta e viaggia verso la statale. Sono due militari con molta esperienza e capiscono al volo che c’è qualcosa che non va. Fanno inversione di marcia e iniziano a seguire l’auto sospetta che però accelera e inizia a scappare.

Con la radio di bordo avvertono la centrale del 112 che è in corso un inseguimento, ma le comunicazioni si interrompono all’improvviso. La loro Fiat Bravo aveva tamponato violentemente un Tir posteggiato contromano oltre una curva: pare fosse fermo in attesa di entrare al polo logistico. La gazzella del Radiomobile finisce per metà sotto al rimorchio, sarà necessario l’intervento dei vigili del fuoco per estrarli. Intanto arrivano le ambulanze del 118 e l’elisoccorso di Milano. Di Pietra non respira più. Banci invece è ancora vivo. Inizia la corsa contro il temo per salvarlo. Viene stabilizzato e portato in elicottero al San Raffaele di Milano. Le sue condizioni sono disperate, ora tocca ai medici fare di tutto per salvargli la vita.

Sul luogo della tragedia il pubblico ministero Emilio Pisante, il comandante provinciale dell'Arma Filippo Fruttini, il Comandante Interregionale “Vittorio Veneto” Gen. C.A. Antonio Ricciardi ed il Comandante della Legione “Emilia Romagna” Gen. Brig. Antonio Paparella, il comandante della compagnia di Bobbio, Gianluca Muscatello, il questore di Piacenza Calogero Germanà, il capo di Gabinetto Stefano Vernelli e Salvatore Blasco della squadra mobile. E poi tanti colleghi di Banci e Di Pietra che ora si stringono alla famiglia del collega scomparso, e pregano che l'amico ferito ce la faccia.

LUCA DI PIETRA - Aveva 39 anni ed era originario di Roma, lascia la moglie e due figli, Giada 10 anni e Elia 6 anni. Abitavano a Vigolzone. L’appuntato si era arruolato nell’Arma nel 1998 ed ha prestato servizio presso la Stazione di Bettola, il Nucleo Operativo e Radiomobile di Bobbio (PC) e prima di giungere all’Aliquota Radiomobile del Nucleo Operativo e Radiomobile di Piacenza  ha  svolto il suo incarico alla Stazione Carabinieri di Rivergaro. Il graduato, stimato da tutti i suoi colleghi, era considerato militare di eccellente profilo professionale. La salma si trova attualmente presso la camera mortuaria del cimitero di Piacenza.

 

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